Lunga, lunghissima intervista rilasciata dal difensore del Napoli Nikola Maksimovic, in prestito allo Spartak Mosca, al sito della società russa.
La vita di un calciatore prevede anche dei cambiamenti, qual è stato il più importante per te?
"Sicuramente il trasferimento allo Sloboda Uzice, dove ha iniziato a giocare Vidic. E' una storia interessante: a 15 anni trovai l'occasione giusta per iniziare la carriera: decisi di andare in un'altra città, più grande, ed in un club più importante. Ero con i miei gentori, eppure passando dalla città di Uzice decidemmo di fermarci e di contattare lo Sloboda: ci dissero di fornire tutta la documentazione e poi di aspettare. Aspettammo tanto, credevamo che papà non fosse in grado di arrivare in tempo: quando lo facemmo, i segretari ci dissero che il meeting tra i manager era già finito, ma dopo aver parlato con loro cambiammo idea in poco tempo. Restai a Uzice, e firmai con lo Sloboda"
Una bella decisione, no?
"Certo, lo è stata eccome. A quel tempo il club giocava nella seconda divisione, ma presto ne diventai il capitano. Arrivammo in Serie A, e lo Sloboda mi mise in evidenza fino all'invito della Stella Rossa"
Il sogno di ogni calciatore serbo, insomma...
"Quando arrivai lì, eravamo secondi a dieci punti dal Partizan. La stessa situazione attuale alla Spartak, mancavano pochi match e la capolista non era facile da riprendere. Però vincemmo la coppa nazionale e giocammo bene con il Partizan, in quel periodo arrivò anche la prima chiamata di Mihajlovic per la nazionale serba. Ero felice, ma al club poi cambiarono allenatore e dirigenza: il mio contratto fu ceduto ad un club cipriota, e sei mesi dopo non ero più un calciatore della Stella Rossa"
Bel cambiamento?
"Coloro che avevano il mio cartellino avrebbero potuto farne ciò che volevano: teoricamente sarei potuto andare in ogni squadra che mi avrebbe voluto, ma finii per fare sei mesi in panchina prima del trasferimento al Torino"
Ti sentivi un po' fuori dal mondo calcistico?
"Non posso dire di aver vissuto dei fallimenti durante la mia carriera, però ho vissuto molte situazioni in salita con grandi difficoltà. Ci sono dei momenti in cui potresti buttarti a terra, ma devi andare avanti e passarli. Devi fare in modo di andare avanti, a prescindere"