Ultime notizie SSC Napoli - Stephan Lichtsteiner, ex terzino di Lazio e Juventus, ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta dello Sport.
Stephan Lichtsteiner, allenatore del Basilea in Svizzera, ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta dello Sport.
A Torino ha vinto tutto. In cosa è diversa la Juventus dagli altri club?
«Innanzitutto, nella mentalità. Alla Juventus vinci cinque scudetti e non basta, vogliono il sesto. Dai tifosi alla società. E per questo non tutti riescono a imporsi: capisci cosa cambia tra un giocatore normale e un campione. Sono i trofei vinti a fare la differenza».
Lei segnò il primo gol nella storia dello Stadium: 11 settembre 2011, in panchina c’era Conte.
«Quanti ricordi mi vengono in mente. Penso a tutti gli allenamenti passati a provare le stesse giocate. Antonio era sicuro dal primo giorno che avremmo vinto noi. È uno che ti insegna che “vincere è l’unica cosa che conta”, ma per davvero. E questo me lo porterò dentro per sempre. Fa di tutto per farti vincere e tu lo ascolti perché sai che succederà quello che dice».
Un insegnamento che si porta dietro di Conte?
«Mi insegnò, più di ogni altro, a essere cattivo in campo. Io mi trasformavo quando giocavo. So che anche gli arbitri non mi sopportavano facilmente. Così come gli allenatori: non parlavo con nessuno, non ero un tipo semplice da gestire».
