Ultime notizie SSC Napoli - Dopo il pari al Franchi contro la Fiorentina, arriva il consueto editoriale di Umberto Chiariello nel corso di Campania Sport ai microfoni di Canale 21:
"Citando al contrario la buonanima di Mondonico, era questa la partita da vincere, e ne era consapevole anche Max Allegri, perché nella conferenza di presentazione ha detto che questa partita con la Fiorentina contava più di altre. Era consapevole che poteva essere una partita svolta di questa stagione, anche perché, da uomo d'esperienza qual è, tre settimane di pausa — cosa inusuale, perché è la prima volta che accade, visto che hanno accorpato due pause in una, settembre e ottobre, per la Nazionale, quattro partite internazionali da giocare — sa benissimo che cosa significa un tritacarne mediatico di ben tre settimane. Era questa la partita da vincere, ma non si è vinta. Si dirà: «Ma il Napoli ci ha provato». De Gea, che per alcune partite sembrava aver bisogno dell'oculista perché non vedeva palla, oggi ha fatto il fenomeno e ha fatto tre grandi parate: una nel primo tempo, ma due soprattutto nella ripresa, su Favasuli e su Neres.
D'altro canto, Vanoli giustamente ha detto: «Anche noi potevamo vincerla», su una sciamannata palla persa da De Bruyne in maniera addirittura banale e quasi ingenua. Il Napoli ha rischiato di prendere gol e lì c'è voluta tutta la bravura di Milinkovi?-Savi?, che ha fatto una grandissima parata che ha salvato il Napoli. E anche su un'altra ripartenza, Pedro González non è riuscito a realizzare, perché la Fiorentina ha avuto anch'essa un paio di ripartenze. E ricordiamo che nel primo tempo, prima del gol su ottimo schema da calcio d'angolo ideato da Landucci, il Napoli ha rischiato molto, perché la Fiorentina ha colpito due volte i legni. Poteva vincerla, ma non l'ha vinta. E allora questo Napoli va alla pausa seguendo un film di scarso successo, di nessuna qualità. Possiamo definirlo «50 sfumature di grigio».
Grigio è il gioco, perché il Napoli non gioca un buon calcio. Chi ha visto Roma-Inter ha visto un altro pianeta. Chi ha visto Frosinone-Como ha visto un altro livello di gioco. Grigio il fuoriclasse: De Bruyne, impalpabile, inesistente, perfino irritante in certi momenti. Grigia la classifica. Stare a sette punti col Sassuolo dopo cinque giornate non è certo da squadra che era data sulla prima fila di partenza insieme all'Inter come anti-Inter; è comunque una delle quattro candidate alla Champions. Il Napoli, la dobbiamo dire tutta, e la dico forte: è un coitus interruptus. «Vorrei, ma non posso». Questo è il Napoli di Allegri. E Allegri si candida a essere Vladimiro. Chi era Vladimiro? Allegri è il novello Samuel Beckett e Vladimiro, che aspetta Godot pensando che sarà la salvezza, ma Godot non arriverà mai. Il signor Godot si chiama Kevin De Bruyne. Lo attende, lo attende fino all'ultimo minuto, fa alzare Vergara all'89', lo fa risedere e dopo, in conferenza stampa, dice: «Eh, ma lui ci può avere la giocata che ci fa vincere». E questo la dice lunga sul manifesto ideologico di Allegri. È la giocata a cui lui tende più che al gioco. È il manifesto di un Napoli che non riesce a vincere quando deve, quando è più forte.
La Fiorentina ha un xG basso, ma il Napoli non arriva a 1,50. Il suo trequartista principe, De Bruyne, per il quale si è adattato un sistema di gioco 4-2-3-1, tocca appena 47 palloni, con una catena di destra che è stata devastante: Di Lorenzo e Politano hanno sfondato sempre e comunque, al punto che Vanoli ha dovuto cambiare il terzino da quella parte perché era letteralmente preso in tromba. Ha toccato 47 palloni, cinque in verticale, nessun passaggio filtrante o vincente. «Sì, ma c'ha una bella quantità di passaggi azzeccati». Sì, a due metri. Højlund, che dovrebbe far causa ad Allegri per quante poche palle riceve, ha toccato 12 palloni, sbattendosi come un dannato, trovando in Dr?gu?in un difensore di grande vigoria fisica, quello che mancava alla Fiorentina. Se l'attaccante tocca 12 palloni, di cui uno solo in area, e viene stoppato da Dr?gu?in; se il suo trequartista ne tocca 47, di cui solo cinque in verticale; nonostante il possesso palla e una catena devastante a destra, i conti non tornano. Non tornano per niente.
Noi non possiamo aspettare KDB solo perché ha il nome. KDB non è un leader, non prende per mano la squadra. Lui è stato sempre un primus inter pares. Quando giocava in una squadra di fuoriclasse riluceva come il più bello tra tutti al City. Al Belgio ha fatto sempre fatica a prendere in mano la squadra, tant'è vero che la famosa generazione d'oro del Belgio non ha vinto niente. E a Napoli non prende per mano la squadra. E aspettare lui e dargli 95 minuti a ora di pranzo, con 30°, è sembrato quasi un accadimento terapeutico. Perché al 72' entra Favasuli in luogo di Politano, che è stato sicuramente il migliore insieme a Gilmour nel primo tempo. Gilmour straordinario, poi è crollato letteralmente dopo un'ora di gioco, ma esce Lobotka e non Gilmour. Perché esce Politano, come è giusto che sia, al 72', perché è giusto fare un cambio a venti dalla fine, considerando che c'è anche il recupero. Entra il vivacissimo Favasuli, che in questo momento ha più gamba e più voglia di chiunque altro nella squadra. E non entra anche Vergara al posto di KDB.
Io non voglio citare Antonio Conte, che è una spanna superiore ad Allegri in tutto e per tutto, anche se non ci ha fatto vedere un grande calcio l'anno scorso e di problemi ce ne ha creati non pochi. Però Conte aveva un merito: per lui tutti i calciatori sono uguali, anche quelli di gran nome. E se un calciatore di gran nome per 70 minuti non striscia la palla, non la striscia, anzi crea danni, perché il Napoli stava per prendere gol su un errore gravissimo di De Bruyne, deve uscire. 72 minuti sono sufficienti per un giocatore di 35 anni che non tocca palla. E invece no: resta in campo per cercare la giocata. Neres è entrato con una condizione fisica approssimativa, ma ha dimostrato subito che ha qualità. Cosa c'azzecca Lang con Olivera? Spiegatemelo voi. Olivera non è un terzino sinistro, cerchiamo di capirci. È un mediano aggiunto, perché, come Di Lorenzo, gioca nei mezzi spazi, con la differenza che Di Lorenzo sa sovrapporsi quando Politano prende palla largo a destra, da esterno fissatore, e Gilmour lo va a cercare col cambio gioco. Di Lorenzo parte e si va a sovrapporre perché conosce la ABC dell'aggiramento in ampiezza. Olivera no. Olivera va per corridoi centrali. Ha fatto una signora partita Olivera, ha fatto anche due volte, ha sfiorato il gol, ma lui non va mai ad aggiungersi sulla sinistra. È tutto il contrario di Spinazzola, che invece occupa il quinto canale quasi da ala.
E noi abbiamo la bella situazione in cui, quando gioca Alisson, gioca Spinazzola che gli va a sbattere addosso. I due sono quasi incompatibili, si pestano i piedi, quando la coppia ideale è Olivera-Alisson. E quando gioca Lang, che ha bisogno di Spinazzola che gli va a togliere l'uomo perché lui può entrare in campo, gioca Olivera, che invece gli occupa il mezzo spazio dove lui vorrebbe andare e non può andare. Per cui diventa inutile, perché Lang è letteralmente inutile. Lo sto dicendo da tempo: Allegri vuol fare il moderno, giocare il 4-2-3-1, che non è nelle sue corde. Potrebbe tranquillamente fare il 3-4-2-1, giocando con due trequartisti e con Favasuli in fascia, che aiuta Politano. E invece, con questo tentativo di modernità, il Napoli che ne esce fuori è un ibrido. È il «vorrei ma non posso». Abbiamo visto squadre giocare a calcio: Inter-Roma. Abbiamo visto come il Frosinone, con le armi della provinciale, ma anche della qualità di gioco, ha saputo incartare il Como. Vedere questo Napoli, che ha qualità nella rosa notevoli, ma che arriva sempre a dire: «Eh, ma noi avremmo... noi forse noi qui, noi lì...», ci prepara a una stagione difficile. E il suo condottiero, la squadra, rispecchia esattamente il suo condottiero. Un calcio passatista come quello di Mourinho, che oggi ha preso una sveglia incredibile dall'Atlético Madrid. Un calcio che non dà calore. Però mi delude da un altro punto di vista. Se tu non ci porterai un bel calcio, lo sapevamo dal primo giorno. Almeno una gestione oculata dei cambi e degli uomini, quella ti è stata sempre riconosciuta. E non mi sembra che in questo momento si possa dire che Allegri sia promosso.
È il primo che deve dare di più e sta snaturando Vergara, perché o gioca intermedio o gioca alla sinistra, non gioca mai nel suo ruolo. Mancini lo ha convocato in Nazionale, vorrà dire che il ragazzo ha delle qualità. Attenzione, perché perdere un talento come Vergara per il Napoli sarebbe l'ennesimo problema economico che si va ad aggiungere ai tanti che già ci sono".
