L'avvocato Grimaldi: "Ad Eindhoven la pagina nera delle istituzioni: perché l'Ambasciata non è intervenuta subito? Lancio un appello alla SSC Napoli"
12:00
Comunicato dell'avvocato Erich Grimaldi
Ultimissime notizie calcio Napoli - L’avvocato Erich Grimaldi, cassazionista del foro di Napoli, da sempre impegnato nella tutela dei diritti e delle libertà, anche dei tifosi, presente alla trasferta di Eindhoven, e’ intervenuto in merito ai fermi preventivi e al trattamento riservato ai tifosi.
Tifosi Napoli arrestati a Eindhoven
“Quanto accaduto a Eindhoven rappresenta un’umiliazione per centinaia di cittadini italiani e una pagina nera per le istituzioni che hanno sostanzialmente taciuto.
Parliamo di tifosi pacifici, molti dei quali in possesso di regolare biglietto, anche hospitality omaggiati dagli sponsor, che si sono ritrovati improvvisamente privati della libertà personale, costretti a lasciare la città con fogli di via, alcuni marchiati con numeri sulle mani e altri confinati negli alberghi come sospetti senza reato.
Sono stati fermati al mercato, all’uscita della cattedrale, per le strade del centro, persino ai distributori di benzina e invitati ad allontanarsi.
Molti napoletani, anche quelli che si erano recati in Olanda per motivi di lavoro senza assistere alla partita, sono stati fermati all’aeroporto, dove si effettuavano identificazioni e controlli per tutti i passeggeri, anche di altri Paesi, come se l’Olanda fosse fuori dall’area Schengen, e trattenuti per un’ora per poi essere invitati ad allontanarsi dalla città.
Addirittura alcuni inviati giornalisti schedati e fermati nonostante l’esibizione del tesserino. E mentre tutto questo accadeva, le istituzioni italiane restavano in silenzio.
Nessuna voce ferma dal Ministero degli Esteri, se non per raccomandare di lasciare la città a chi fosse privo di biglietto sostenendo di dialogare con le autorità olandesi. Nessuna presa di posizione dal Governo, nessuna azione immediata per tutelare i nostri connazionali, lasciati in balia di provvedimenti amministrativi apertamente discriminatori.
A questo punto, se davvero in alcuni paesi europei vale la logica del sospetto e della prevenzione collettiva, allora anche l’Italia dovrebbe valutare di riservare analogo trattamento preventivo alle tifoserie straniere note per devastare le città e creare disordini, come accaduto a Roma con i tifosi olandesi del Feyenoord e a Napoli con quelli dell’Eintracht Francoforte, applicando le stesse misure che oggi subiamo ingiustamente, solo per evidenziare quanto siano pericolosi gli eccessi quando si confonde la sicurezza con la repressione.
Non basta l’indignazione a posteriori. Serve capire perché l’Ambasciata italiana non sia intervenuta tempestivamente, perché nessun rappresentante del Ministero degli Esteri abbia chiesto chiarimenti ufficiali al governo olandese e perché la SSC Napoli non abbia preteso il rispetto dei diritti dei propri tifosi, né abbia speso una sola parola in favore di chi, con sacrificio e passione, segue la squadra in ogni trasferta.
Questa non è una questione calcistica, ma di dignità nazionale e rispetto dei diritti fondamentali. Un cittadino europeo non può essere trattato come un potenziale criminale solo per aver passeggiato pacificamente per le vie di una città.Come avvocato, tifoso e cittadino, pretendo che il Governo, il Ministero degli Esteri e l’Ambasciata chiedano immediatamente la consegna dei provvedimenti scritti e motivati relativi ai fermi e agli allontanamenti, la verifica diplomatica della proporzionalità delle misure adottate e, soprattutto, l’apertura di un’indagine sulle eventuali violazioni dei diritti umani e della libertà di circolazione dei cittadini italiani in territorio UE, coinvolgendo anche le istituzioni europee.
Mi rivolgo anche alla SSC Napoli. La società ha il dovere morale di assistere i propri sostenitori, non di voltarsi dall’altra parte o restare in silenzio.
Chi ha acquistato con sacrificio biglietti, voli e alberghi non può essere abbandonato. La tutela dei tifosi non è un favore, è un obbligo etico verso chi rappresenta la passione e la storia del club.
L’Olanda dovrà spiegare perché ha agito come se stesse fronteggiando un rischio terroristico e non dei semplici cittadini europei venuti a vedere una partita.
L’Italia, invece, dovrà spiegare perché non ha difeso i propri cittadini.
Non escludo la promozione di azioni collettive ex WAMCA presso la Rechtbank Amsterdam, con esposto all’Ombudsman nazionale olandese e contestuale informativa formale alla Commissione Europea per violazione della libertà di circolazione dei cittadini UE, per ottenere giustizia e risarcimento. Se questo episodio passerà sotto silenzio, domani potrebbe capitare a chiunque altro, in qualsiasi città d’Europa. Chi ha taciuto oggi, istituzioni comprese, sarà complice domani.”
