Kalidou Koulibaly è stato ospite del "Zack en Roue Libre", talk show e podcast francese creato e condotto da Zack Nan. L'ex difensore del Napoli, oggi colonna portante dell'Al-Hilal in Arabia Saudita, ha ripercorso tutta la sua carriera da calciatore, raccontando anche gli anni trascorsi in azzurro.
Di seguito un estratto delle dichiarazioni di Koulibaly nell'intervista in francese.
Il rapporto con i compagni di squadra: "C'erano grandi giocatori come Gargano, Inler, Hamsik, Callejon, Higuain. Quando sono arrivato è stato strano, perché c'erano i Mondiali all'epoca e quasi tutti i calciatori erano impegnati con la Nazionale. Ricordo che ero in camera con Jorginho e pensai: bene, così potrò imparare l'italiano. Poi però arrivò Ghoulam dall'Algeria e decisero di spostarmi nella sua camera. Inizialmente non volevo. Quando entrai nella stanza di Ghoulam lui stava dormendo e io ero intimidito, non sapevo se svegliarlo, se accendere la luce. Ad un certo punto lui si sveglia e - credetemi, da quel momento siamo diventati fratelli. Stavamo sempre insieme, 24 ore al giorno, 7 su 7.
Dopo un po' arrivarono anche tutti gli altri e mi accolsero tutti benissimo, fu davvero un'accoglienza top da parte dei compagni. Anche con Higuain, Hamsik, Behrami, Dzemaili, tutti ragazzi eccezionali. Quando li ho conosciuti, ho capito cosa voleva dirmi Benitez un po' di tempo prima, quando mi aveva telefonato per venire a Napoli. Ricordo che mi faceva tante domande personali: hai famiglia? sei sposato? ti paice andare alle feste? Gli chiesi: perché mi fai queste domande, cosa c'entra con il calcio? Benitez rispose: "Tutti i giocatori che vengono al Napoli sono bravi ragazzi". Ecco: quando conobbi i miei nuovi compagni, ho capito perfettamente cosa mi stava dicendo Benitez".