Ultime notizie - Dopo la sconfitta per 0-1 nel derby contro il Milan, Christian Chivu ha analizzato la prestazione dellâInter ai microfoni di DAZN. Lâex difensore e allenatore sottolinea come, nonostante il risultato negativo, la squadra abbia mostrato intensità e spirito di sacrificio.
Sulla prestazione nel primo tempo, Chivu ha spiegato: âNon è solo quello che abbiamo creato, è lâattenzione e la prestazione. Non abbiamo subito ripartenze perché sapevamo che quei due davanti ci avrebbero creato difficoltà . Lâunica volta che siamo andati al lancio lungo abbiamo perso una seconda palla e ci hanno fatto golâ.
Pur nel rammarico per il risultato, lâex giocatore valorizza lâatteggiamento dei ragazzi: âMi prendo la prestazione dei ragazzi anche dopo la delusione del gol subito o la frustrazione di quando prendi un palo o una traversa. Però ci hanno provato in tutti i modi, è questo lo spirito che vorrei vedereâ.
Chivu ammette la difficoltà di gestire la frustrazione: âPerdere una partita così dal punto di vista della frustrazione può lasciare qualche segno. La classifica è abbastanza corta, dobbiamo stare lì aggrappati e sciogliere queste delusioniâ.
Sulla possibilità di errori individuali, come quelli del portiere Sommer, Chivu precisa: âSugli individui non ci vado mai, non è giusto. Per me i miei sono i migliori⦠non potrei mai puntare il dito perché quando punti il dito câè odore di fallimentoâ. Lâanalisi rimane collettiva: tutti possono migliorare e la squadra deve rialzarsi per le prossime sfide, a cominciare da mercoledì.
Il tecnico sottolinea i limiti strutturali: âPer caratteristiche dei nostri giocatori siamo un poâ costretti ad attaccare con tanti uomini e questo ti espone. Oggi abbiamo subito un contropiede ed è stato fatale⦠Bisogna lavorare, percepire di più il pericolo, fare qualche fallo in più quando serveâ.
Infine, Chivu chiarisce la scelta sul cambio di Lautaro Martinez al minuto 64: âSta bene, Lautaro sta bene. Perché è uscito? Perché non posso cambiare i giocatori? à una scelta mia, una mia decisioneâ.