"Sebbene io sia nato nel mondo del calcio non avrei mai immaginato di vincere uno Scudetto da presidente dell'Inter, vorrei spendere un pensiero a tutti i miei predecessori, molto più degno di me. L'Inter è una grande società e un grandissimo pubblico, ma questo è lo Scudetto di Chivu e della squadra. La proprietà ci ha sempre supportato e seguito un concetto fondamentale: la delega". Così Beppe Marotta, presidente dell'Inter, ha parlato ai microfoni di Rai 2, durante la Domenica Sportiva, del successo maturato stasera dopo il 2-0 al Parma.
Ci spiega da dove nasce la scelta Chivu?
"E' stata una scelta improvvisa perché il lunedì dopo la Champions Inzaghi ci ha comunicato la voglia di cambiare e martedì abbiamo scelto Chivu: era il profilo adatto per questa Inter. Ha vinto il Triplete, aveva allenato la nostra Primavera e raggiunto una ottima salvezza col Parma: non abbiamo mai avuto timore di affrontare con lui questa esperienza".
Siete rimasti saldi anche dopo l'esclusione dalla Champions, è lo Scudetto anche della società :
"Questo management ha vinto tre Scudetti con tre allenatori diversi, abbiamo messo tanta passione e tanta voglia di lavorare bene. E' stato l'artefice e il compattatore della squadra. Forse una vittoria al primo anno era insperata, ma è del tutto meritata. Adesso abbiamo la finale di Coppa Italia, ci lusinga e ci stimola".
Sente che questa indagine sugli arbitri possa macchiare questo Scudetto?
"Grazie per la domanda: noi non abbiamo mai indicato arbitri graditi o sgraditi, non è nel nostro DNA, siamo tranquilli della nostra correttezza e lealtà , i tifosi possono stare tranquilli".
C'è un calciatore che si sente di mettere in copertina?
"Per non far torti a nessuno bisogna ricordare anche chi non ha mai giocato, tipo Di Gennaro. Lautaro però è il nostro capitano, è uno di quegli uomini che ti portano a vincere con più facilità ".