Lorenzo Insigne, attaccante del Napoli, dalle pagine di Players' Tribune scrive una lunghissima lettera d'amore verso il suo Napoli, raccontando i suoi inizi, le sue emozioni, le sue passioni. Ve la proponiamo qui di seguito.
"Il Napoli è nel nostro cuore, nel nostro Dna, scorre nel nostro sangue. E io devo tutto al club perché mi sono stati vicini nei tempi duri: dopo il mio debutto nel 2010 ho giocato due anni in prestito, in C al Foggia e poi in B al Pescara.
Però là dentro Zeman fumava come una ciminiera.
Al Foggia il mio allenatore era un vero personaggio: ZdenÃk Zeman. Sapevo che era un tecnico che chiedeva tanto ai suoi giocatori in allenamento, che faceva lavorare in modo intenso ma era anche uno molto abile a lavorare con i giovani e aveva lanciato tanti campioni. L’impatto con lui è stato veramente buffo perché sembrava un tipo uscito da un vecchio film: tutte le mattine faceva venire ogni giocatore nel suo ufficio e faceva pesare tutti su una vecchia bilancia di metallo. Però là dentro Zeman fumava come una ciminiera. Aprivi la porta e c’era solo fumo bianco, si riusciva a malapena a respirare. Sembrava di stare a Milano in quella stanza. Quindi un giorno sono entrato e gli ho detto: “Mister, magari potresti smettere di fumare quando entriamo?”
Lui ci ha pensato un attimo. Poi ha dato un’altra tirata e ha detto: “…allora puoi anche uscire”.
Gli voglio molto bene e lo ringrazierò sempre: è lui ad avermi lanciato nel grande calcio. Avevamo un ottimo rapporto. Lui credeva davvero in me e probabilmente ci voleva un personaggio come lui per farmi crescere. Ho segnato 18 gol in quella stagione e quando l’anno dopo Zeman è andato ad allenare il Pescara il Napoli mi ha permesso di seguirlo, come avevo richiesto alla società non appena il tecnico mi ha detto che avrebbe allenato in B. Quello è stato un momento davvero molto importante. Ed è stato un anno fondamentale per la mia vita, perché ho conosciuto mia moglie Jenny"