Lorenzo Insigne, attaccante del Napoli, dalle pagine di Players' Tribune scrive una lunghissima lettera d'amore verso il suo Napoli, raccontando i suoi inizi, le sue emozioni, le sue passioni. Ve la proponiamo qui di seguito. Clicca qui per l'intervista integrale
"Da napoletano fatico a esprimere con le parole la sensazione di essere in quello stadio e di sentire quell’energia. Pensavo: “Cavolo, se un giorno potessi giocare una sola partita qui con la maglia del Napoli morirei felice”.
E’ stato divertente, perché quando ho giocato la prima partita con il Napoli serie A nel 2010 abbiamo giocato in trasferta, a Livorno. Ovviamente, per la mia famiglia era una cosa molto importante: un ragazzo di Frattamaggiore che gioca con la maglia del Napoli, un grande onore. E mi ricordo che dopo la partita a Livorno mio padre è venuto a prendermi all’aeroporto e rientrando a casa in macchina gli ho chiesto: “C’è qualcuno del mio quartiere che mi sta aspettando?”
E mio padre disse: “Ah, no no. E’ molto tardi. Sono tutti molto orgogliosi di te, ma a quest’ora sono andati tutti a dormire”.
Io ho risposto: “Dai, non scherzare”. Ci ero rimasto male.
Lui ha detto: “No, dico davvero, mi dispiace ma non voglio che resti deluso. Non c’è nessuno che ti aspetta”.
Ovviamente, arriviamo a casa e trovo l’intero paese lì che mi aspetta in strada, tutti a cantare cori e a sparare i fuochi d’artificio: c’è perfino una torta speciale per i festeggiamenti. Tutti i ragazzi del quartiere erano tifosi del Napoli, figuriamoci. Vedere la faccia di mia madre è stata la parte più bella perché lei va pazza per il calcio, ancora più dei maschi: essendo l’unica donna della famiglia si è appassionata, mi seguiva fin dai tempi della scuola calcio e ora non si perde una partita allo stadio. Ancora adesso quando vado a casa la trovo lì che si riguarda le repliche delle partite del Napoli"