Inchiesta Aia Abbattista
La giornata di martedì ha segnato un passaggio chiave: Eugenio Abbattista è stato ascoltato come testimone dal pubblico ministero di Milano Maurizio Ascione. Una tappa significativa per una vicenda che affonda le radici nel 2020, quando lâarbitro venne confermato nel ruolo nonostante i âlimiti di permanenzaâ, mentre colleghi più giovani venivano dismessi.
Un episodio che, col senno di poi, rappresenta uno dei momenti cruciali nella rottura tra Abbattista e lâAssociazione Italiana Arbitri. Due anni dopo, nel 2024, lâex fischietto â nel frattempo impegnato come addetto Var â scelse di dimettersi dopo il divieto imposto dallâAia di essere ascoltato dalla procura federale sui dubbi legati alle deroghe.
La sua uscita fu tuttâaltro che silenziosa. Nella lettera dâaddio, infatti, utilizzò parole durissime: âL'Aia è stata stuprata da mestieranti della poltrona e del votoâ. Una denuncia che oggi assume un peso diverso alla luce dellâinchiesta in corso.
Negli anni successivi, Abbattista ha proseguito la propria attività nel calcio con ruoli diversi: dagli incarichi come addetto agli arbitri per lâAlcione in Serie C fino alla consulenza per la Can C nellâagosto 2025. Non sono mancate esperienze alternative, come quella nella Kings League, conclusa però tra nuove polemiche.
La sua testimonianza potrebbe ora contribuire a chiarire i contorni di un sistema finito sotto la lente della magistratura, mentre resta forte il tema della trasparenza e delle regole allâinterno dellâAia.