Dino Zoff, ex portiere di Napoli e Juventus, ha rilasciato un'intervista all'edizione odierna de La Repubblica: «Io in genere non tifo, e così sarà anche stasera, anche perché io sono stato benissimo in entrambe le piazze. Dunque vinca il migliore. La Juve però ha qualcosa in più, se non altro perché gioca in casa. Però occhio al Napoli: la squadra di Sarri è l’unica imbattuta in trasferta di tutta la serie A, finora fuori casa ha collezionato 12 vittorie e 4 pareggi».
Secondo il portiere che nel 1982 sollevò la Coppa del Mondo da capitano dell’Italia, la Juve ha un piccolo vantaggio anche per l’abitudine di giocare partite decisive: «Lo è per tradizione e consuetudine: quando si gioca per il titolo i bianconeri ci sono sempre, e questo può diventare un vantaggio per stasera. Se la notte turbolenta di Madrid può aver lasciato qualche strascico nella Juve? Direi proprio di no. Dopo la partita del Bernabeu i bianconeri hanno dimostrato contro la Sampdoria di aver subito superato tutto. A Crotone, invece, è stata una partita completamente diversa: tutti si aspettavano la vittoria della Juve, e invece salta fuori l’imponderabile, ossia il bello del calcio».
Sul Napoli: «I partenopei hanno dimostrato carattere riuscendo a reagire a momenti difficili come le partite ribaltate contro Chievo e Udinese. Certo, stasera servirà qualcosa in più, ma quelle sono state due imprese, dopo una stagione così tirata».
Per l'ex portiere gara decisiva solo in vittoria della Juve: «Con i tre punti i bianconeri chiuderebbero il discorso in anticipo e si metterebbero in tasca lo scudetto. Gli altri due risultati, pareggio compreso, lascerebbero invece ancora tutto aperto. Stiamo parlando di due squadre che dispongono di uomini capaci di sfoderare il colpo vincente in qualsiasi momento. La possono risolvere in tanti ma, se dovessi fare due nomi, direi Dybala da una parte e Insigne dall’altra. Giocatori che hanno in serbo colpi magici e imprevedibili; mi piacerebbe vederli giocare insieme. Se dovessi ripercorrere le mie partite fra Juve e Napoli giocate sull’uno e sull’altro fronte, io partirei dal San Paolo per parlare dell’ultima partita italiana di Sivori. Era l’inizio di dicembre del 1968, il “mio” Napoli vinse 2-1 e fu una sfida dalle grandi tensioni e dalle grandi baruffe, con le espulsioni di Sivori, Panzanato e Salvadore. Nella ripresa, anche se noi eravamo in nove contro dieci, tenemmo duro e portammo a casa la vittoria. Quella partita me la ricordo come se fosse oggi».
Da bianconero, invece: «Mi viene in mente la vittoria del Comunale per 2-1 sul Napoli di Vinicio che ci catapultò verso lo scudetto 1974/75. Io salvai un paio di volte il risultato, ma nel finale fu “Core ingrato” Altafini a indirizzare partita e scudetto».