Il presidente dimissionario della Figc, Gabriele Gravina, torna a difendere il proprio operato e respinge le critiche. Ospite a Otto e mezzo, il numero uno federale si presenta come bersaglio di accuse e tensioni, ribadendo la propria linea senza arretrare: âIo capro espiatorioâ, sostiene, mentre sullâinchiesta arbitrale invita alla cautela: âStiamo buttando fango senza sapere nullaâ.
Nel corso dellâintervista condotta da Lilli Gruber, Gravina chiarisce la natura delle sue dimissioni: âNon sono stato costretto a dimettermi, nella maniera più assoluta. à stata una mia scelta personaleâ. Una decisione, spiega, legata anche al mancato raggiungimento dellâobiettivo Mondiale: âAvevo assunto un impegno verso tutti i tifosi italiani di andare al Mondiale e purtroppo non ho mantenuto fedeâ.
Il presidente difende però il bilancio complessivo del suo mandato: âNon ritengo di aver fallitoâ, sottolineando come la Federazione sia âtra le più apprezzate in Europaâ. Secondo Gravina, il problema è una percezione distorta: âGli italiani attribuiscono alla Figc responsabilità che non haâ, tornando a definirsi âun capro espiatorioâ in un sistema complesso.
Capitolo Nazionale: la scelta di Gennaro Gattuso viene rivendicata senza esitazioni. âGattuso per me era lâuomo giusto. Era il miglioreâ, afferma, pur ammettendo lâassenza di risultati.
Sul caso Rocchi - âPerché siamo garantisti solo a corrente alternata? Dietro quel ruolo di designatore câè un uomo, una vita, una famiglia. Dovremmo essere garantisti, stiamo buttando fango senza sapere nullaâ.
Sullâipotesi di ripescaggio ai Mondiali, Gravina è netto: âMi sembra unâidea fantasiosa e vergognosaâ. E altrettanto duro è il giudizio sul possibile commissariamento della Figc, ritenuto âcontrario allâautonomia dello sportâ, con un chiaro riferimento alle dinamiche politiche, tra cui il ministro Andrea Abodi.
Non manca un affondo a Claudio Lotito, accusato implicitamente di conflitto dâinteressi, né un passaggio sulla futura governance federale: âMalagò e Abete sono due ottimi dirigenti, ma ho preso lâimpegno solenne di non tirare la volata a nessunoâ.