Il nuovo corso del Napoli guidato da Massimiliano Allegri continua a far discutere. Tra aspettative tecniche e strategie di mercato, il club azzurro è al centro delle analisi degli addetti ai lavori. Ai microfoni di TMW Radio, il direttore de La Ragione, Fulvio Giuliani, ha espresso il proprio punto di vista sul momento della squadra e sul lavoro della dirigenza.
Parlando del nuovo allenatore azzurro, Giuliani è convinto che l'ex tecnico della Juventus abbia motivazioni particolari per rilanciarsi. "Io mi aspetto che abbia la voglia di rivalsa professionale. L'ultima annata del resto, sopratttutto nell'ultima, è andata veramente male. Questa per lui è un'occasione straordinaria, perché trovare una squadra forte e in grado di ambire ad una stagione da protagonista rappresenta il massimo. La verita è che gli anni passano per tutti e sia lui che Conte non è che avessero la fila dei grandi club europei. Loro sono dei grandissimi nel nostro mondo del calcio, che però si è ormai terribilmente ristretto".
L'attenzione si è poi spostata sul mercato e sul lavoro del direttore sportivo Giovanni Manna, chiamato a gestire una rosa ampia e diversi casi ancora aperti. "Parto dicendo che non c'è nulla di più inutile di un'intervista ad un direttore sportivo in questo momento dell'anno. Il Napoli ha una serie di esuberi da dover gestire, a partire da Lucca, che non può essere definito solo come un grande investimento. Manna comunque è bravissimo, equilibrato e si è dimostrato in grado di resistere per anni a De Laurentiis. Ora dovrà gestire le situazioni dello stesso Lucca, di Anguissa e addirittura di Lobotka, che per un motivo o per l'altro sono in bilico".
Infine, Giuliani ha allargato il discorso ai dirigenti delle altre big italiane. "La Juventus partirà di certo da una serie di problemi, ma finalmente ora c'è uno come Carnevali che è cresciuto nel nostro calcio e che conosce il nostro paese, a differenza di presunti maghi che si sono alternati negli ultimi anni. Un giorno qualcuno ci spiegherà chi ha avuto l'idea di assumere dirigenti che non hanno niente a che vedere con la nostra realtà ".