Cosa sta succedendo al Napoli di Massimiliano Allegri? A provare a dare una spiegazione è stato Antonio Giordano, giornalista del Corriere dello Sport, presente negli studi di Canale 8 per 'Ne parliamo il lunedì'.
Ecco quanto riferito:
"Intanto, credo che il Napoli sia venuto meno a certe indicazioni d'inizio anno, perché, dal punto di vista storico, non ricordo una società in Serie A, men che meno il Napoli, che abbia investito appena quattro milioni di euro.
Nel computo non posso inserire i soldi riconosciuti per i giocatori arrivati l'anno scorso: appartengono al vecchio progetto e quindi valgono per il nuovo, ma, dal punto di vista economico, non rappresentano un impegno ulteriore rispetto a quanto è già stabilito.
Quattro milioni di euro in Serie A credo che li abbia spesi più o meno la mia Cavese in Serie C, ma questo è un paradosso che mi dovete almeno concedere.
Si era parlato, e ne avevamo parlato tutti, più o meno di quattro uomini. Non sono arrivati, pazienza: bisogna fare con quello che hai e andare avanti.
Però, tra la partita col Bologna e quella di ieri sera, di ieri pomeriggio a mezzogiorno, come dicevi tu, qualcosa è cambiato. E qualcosa è cambiato anche nel linguaggio di Allegri in pubblico, il che lascia presumere â anzi, non lascia presumere e non deduciamo â anche in privato.
La squadra ora è chiamata a delle precise responsabilità , e alcuni di questa squadra molto più di altri, probabilmente.
à una squadra che ha bisogno di dare testimonianza di sé, del proprio passato, del proprio vissuto, delle rispettive qualità . Ma non è soltanto un discorso che riguarda la squadra: è un discorso che riguarda anche la società .
Perché le partite finiscono, poi ricominciano, poi finiscono, poi ricominciano e poi c'è un domani. Ora bisogna capire qual è il domani del Napoli.
In questo momento il presente dice che, a Firenze, in rappresentanza della società dal punto di vista dirigenziale, credo ci fosse soltanto Giovanni Manna e Nicola Lombardo come capo della comunicazione. Non so se ci fosse anche Edoardo De Laurentiis (c'era, ndr), ma lo dico con il rispetto che si deve verso chiunque.
In momenti del genere, momenti difficili, perché la cosa è già accaduta, la presenza della proprietà è indispensabile ed è inevitabile.
Roma-Firenze è un'ora e venti di treno. Il presidente del Napoli magari aveva degli impegni, ma c'è un amministratore delegato in ritiro.
Qui c'è uno che ha fatto il Napoli a vari livelli, l'ho vissuto nella buona ma anche nella cattiva sorte. Quando la sorte in una terra di mezzo â e la terra di mezzo è la zona più rischiosa che tu possa attraversare â il calciatore deve sapere che c'è una figura autorevole, non autoritaria, che garantisce la presenza della società e che rappresenta un messaggio forte.
La società è già mancata al mercato, perché quattro milioni rappresentano una cifra ridicola di investimento, anzi, non rappresentano nulla. Rappresentano il nulla, testimoniano che sono state in tante sovvertite le gerarchie del campionato.
A maggio erano quelle che aveva detto il campionato e quelle che aveva indicato una parte del campionato. Settimana scorsa Marco ha fatto un discorso sui punti dell'anno: valgono anche quelli, perché te li porti appresso.
à come nella classifica del tennis: se hai dato, hai dato. Il Napoli aveva dato, aveva già dato meno di altri.
Dal luglio in poi, cioè da agosto in poi, dal 2 settembre, da quando si è chiuso il mercato, tutti hanno molto più del Napoli, non soltanto in termini economici, ma in termini di organico.
Basta andarli a vedere, basta guardarsi le partite, basta notare le differenze tra un anno e l'altro.
La chiamata alle responsabilità maggiori ora è per la società ed è per i calciatori".