Ultime notizie Napoli - Giuseppe Giannini, ex calciatore della Roma con una breve parentesi al Napoli, ha parlato nel corso di Terzo Tempo Calcio Napoli, trasmissione in onda su Televomero. Ecco alcuni passaggi interessanti, diffusi tramite comunicato stampa:
"Maradona? Câera tanta ammirazione. Quando arrivavamo al San Paolo e câera una nuvola di poliziotti, vedevi che câera Maradona che palleggiava nel riscaldamento. Era uno spettacolo, tirava questa palla sul muro negli spogliatoi e tutti lo guardavamo. Facevamo finta di fare stretching per guardarlo. à stato il più grande, va riconosciuto e va detto non solo da me, ma da tutti quanti. Lui venne a Roma per una manifestazione e andai a trovarlo in albergo, câera anche Bagni. Mi aveva detto che gli sarebbe piaciuto se avessimo giocato insieme al Napoli. Câè stato un qualcosa un attimo prima che il Napoli acquistasse Romano. Câera stato un approccio. Poi il Napoli prese Romano e io rimasi a Roma. Ma mi aveva fatto molto piacere, dentro di me câera orgoglio.
Lâarrivo al Napoli con Mazzone? Io ero in Austria in vacanza e Mazzone mi martellava tutte le sere. Ma doveva convincere Ferlaino e câerano queste telefonate continue. Una sera mi disse che il presidente sâera convinto. Poi sono andato io a parlare con il presidente dello Sturm Graz, dicendogli che volevo andar via. Dopo una trattativa veloce mi ritrovai a parlare con Ferlaino. Sono venuto per Mazzone, tantâè vero che una mattina andai a Soccavo e non câera il mister, perché sâera dimesso. Doveva venire Galeone che portava Allegri. Chiamai Ferlaino per andarmene, ma non mi voleva mandare via.
Gemellaggio Napoli-Roma? à sempre stata una cosa nei miei pensieri e nella mia gioventù. Era bello il gemellaggio e il derby del sud. Vedevi le macchine che venivano da Napoli con i tifosi e viceversa. Poi si è perso tutto dopo quellâepisodio disastroso e brutto. Mi piacerebbe rivedere due grandi tifoserie, due popoli che hanno calore e affetto. Mi piacerebbe rivederli non dico per dimenticare, perché non si può visto che lâepisodio Ciro Esposito è stato brutto e infame. Per noi dentro lâambiente è stato brutto vedere non andare dâaccordo due popoli che per mentalità sono simili.
Avevo un gran rapporto con i ragazzi di Italia 90. Câera rivalità la domenica, poi in Nazionale câera lo scherzo, lâamicizia e il divertimento. I giocatori, allâinterno, alla lunga sono amici. Anche se ci sono stati episodi particolari.
Lâepisodio con Conte in Lecce-Juventus? Non lâho colpito, ma Collina mi diede il doppio giallo. Se lâavessi preso davvero, sarebbe rimasto a terra. Invece lui fa un mezzo giro e alza la gamba. Non lâho preso.
Ho detto no alla Juventus insieme a Viola. Lâultimo anno a Roma andai via, mi chiamò Moggi per dirmi che mi proponeva un anno di contratto e io rifiutai. Non sarei andato per un anno. Lui mi disse che se avessi dimostrato di star bene, avrebbero prolungato. Câera anche la Fiorentina. Poi andai a Graz.
La mia carriera è andata in quel modo e sono contento di ciò che è stato e che ho fatto. Uno deve sempre rapportarsi a quel momento. Io stavo a Roma, tifoso della Roma, meglio di così? Con il cambio di proprietà , Sensi mise delle condizioni e una di queste riguardava il mio addio.
Il ritorno di Totti sarebbe importante. Questo fa pensare che gli americani sono svegli. Lâimmagine di Francesco nel club dà prestigio, sicurezza e affetto ulteriore da parte della gente. Totti è la storia della Roma, è quello che ha fatto più gol, ha iniziato e finito con la Roma. Può fare bene, assolutamente. à un esempio, lâattaccamento Francesco lo rappresenta benissimo. Una figura così è importante averla.
Lâappellativo Principe me lâha dato Chierico, câera Falcao che era il divino e io correvo a testa alta e disse che giocavo da Principe".
