Oggi su CRC, radio partner della SSC Napoli, nel corso della trasmissione âA Pranzo con Chiarielloâ è intervenuto il giornalista del âLa Gazzetto dello Sportâ Luigi Garlando. Queste le sue dichiarazioni:
«Io mi sento un terrone nato per sbaglio a Nord. Sto bene al Meridione. Sono contento che venga citato varie volte nelle radio partenopee. Mi dispiace che la storia tra Antonio Conte e il Napoli si sia chiusa in questo modo. Lâex tecnico del Napoli è riuscito a vincere e ha vinto anche questâanno e a riportare entusiasmo in una città come quella di Napoli. Sicuramente dal punto di vista della comunicazione avrebbe potuto cercare di combattere meglio il pubblico facendo giocare bene la squadra e usando altre parole. Non câera bisogno di puntare il dito contro qualcuno e creare un ambiente teso. Antonio Conte ha infranto varie volte il principio di non contraddizione di Aristotele. In conferenza stampa prima diceva una cosa, poi ne diceva unâaltra. Ha commesso alcune sbavature importanti.Mai che un allenatore ammettesse di aver sbagliato come ha fatto anche Raffaele Palladino allâAtalanta.
Lui è fatto così, non ci possiamo fare nulla. Gli devono essere riconosciuti gli onori del lavoro che ha fatto, ma devono anche essere messi i puntini sulle i e fare in modo che ci sia dignità per il nostro lavoro di giornalisti. I giornalisti occupano un altro ruolo nel calcio, sono unâaltra cosa rispetto ai tifosi. Non câera bisogno di chiudere in questo modo una bella storia come quella di Antonio Conte al Napoli. à un peccato. Senza cattiveria e voglia di essere offensivo, mi auguro che un allenatore come Massimiliano Allegri non venga a Napoli poiché spero che i napoletani godano di ben altro spettacolo. I tifosi partenopei sono dei buongustai in tutto, anche nel calcio. In Italia dobbiamo crescere in tutto, nella tecnica, nella tattica e nella comunicazione. Roma e Como ci hanno dettato le direzioni dove il calcio italiano deve andare nei prossimi anni, verso un calcio europeo, di gioco, di qualità e di coraggio.
Arteta ha vinto la Premier League al suo settimo anno sulla panchina dellâArsenal. Allâestero câè una certa pazienza ad aspettare i risultati e ad andare oltre di essi che in Italia non siamo in grado di fare. Il Milan cerca come successore di Allegri un profilo di allenatore giovane e straniero che sia in grado di portare il gioco in Italia dal secolo scorso a moderno. Il fallimento del Milan è incredibile, adesso serve qualcosa che sappia cambiare le cose. Fabio Grosso alla Fiorentina? Lo avrei voluto a Napoli. Vincenzo Italiano mi piace come qualità di gioco, ma Grosso è un profilo più fresco dal punto di vista dellâimmagine. Tra lâaltro, lui è lâeroe della nazionale di Cannavaro, infatti sembra avere qualcosa di napoletano anche lui. Comunque, Vincenzo Italiano sarebbe una buona scelta come sostituto di Conte. Arsenal o PSG per la finale di Champions? Per la mia cultura tecnica dico PSG»