La vittoria del Como contro la Roma lascia strascichi polemici nel post partita. Dopo il 2-1 che rilancia i lariani nella corsa Champions, la tensione esplode anche tra le panchine: al triplice fischio Gian Piero Gasperini non stringe la mano a Cesc Fabregas e rientra direttamente negli spogliatoi.
Il tecnico giallorosso punta il dito sugli episodi: "Sono tre situazioni importanti, le prime due non siamo riusciti noi. Abbiamo parecchi acciacchi, quando gli avversari ci mettono intensità soffriamo. Quella di Malen davvero un peccato perché potevamo tornare avanti, ho già visto l'episodio di Wesley: oggi è inutile commentare questo andamento del calcio soprattutto sulle simulazioni".
Poi aggiunge: "Questo non è niente, da altre immagini si vede che si sposta, non entra neanche. Sicuramente giocare in dieci non aiuta. Non è la prima volta che il Como ha queste situazioni, credo che siano un po' troppo cercate".
Sul futuro di Donyell Malen, Gasperini taglia corto: "Questo chiedetelo alla società magari a maggio o giugno. Deciderà la società cosa fare con Malen".
Dallâaltra parte, Fabregas difende la prova dei suoi e punge sul mancato saluto finale: "Io penso di non essere mai andato a non salutare l'allenatore avversario. Quando si perde si va a dare la mano all'avversario, anche se pensi che l'arbitro ha sbagliato".
Il tecnico del Como però predica calma: "Piedi a terra, andiamo avanti con umiltà partita dopo partita".