Diego Fuser, ex centrocampista di Torino, Milan, Fiorentina, Lazio, Parma e Roma, ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport rivelando un retroscena sul suo addio alla Lazio.
Oltre 400 presenze in Serie A e una carriera costruita sulla serietà più che sui riflettori. Fuser non è mai stato un divo, ma un professionista esemplare. Eppure anche lui, dopo anni di successi e rispetto, si è ritrovato improvvisamente ai margini.
“Scelsi la Lazio per Zoff,” racconta. “Sono stati quattro anni bellissimi. Ho avuto l’onore di essere capitano e di alzare coppe. Ma dispiace per come è finita...”
Il centrocampista ricorda con affetto il periodo biancoceleste, ma non nasconde l’amarezza per un addio che definisce ingiusto: “Dopo tutto quello che abbiamo conquistato insieme, sì, mi aspettavo un trattamento diverso. Sono stato lasciato andare come se fossi uno qualunque. Diciamo che il suggerimento arrivò da chi non faceva l’allenatore, ma contava come se lo fosse.”
Il riferimento è chiaro: “Non è un segreto che Mancini avesse molto potere in quella Lazio. Eriksson lo ascoltava molto. Mandarono via me, Signori e altri. Avevano altri piani.”
E con l’allenatore svedese? “Mi disse che se a Parma mi offrivano di più, avrei dovuto accettare. La Lazio non mosse un dito per trattenermi.”