Ultime notizie SSC Napoli - Sono iniziate le riprese del nuovo film sul Centenario dell’SSC Napoli prodotto da Filmauro, da un’idea di Aurelio De Laurentiis, soggetto di Mimmo Carratelli e Maurizio De Giovanni, scritto da Maurizio De Giovanni con la collaborazione di Massimiliano Pacifico, diretto da Massimiliano Pacifico.
Alle ore 11 c'è stato un incontro stampa per l'inizio delle riprese del film del Centenario. L'evento si è svolto presso il Magnolia, sito in Vico Belledonne a Chiaia n. 11. Parteciperanno il regista Massimiliano Pacifico, gli attori Gino Rivieccio, Antonio Orefice, Susy Del Giudice, Giovanni Esposito e Maurizio De Giovanni, che ha anche curato la sceneggiatura. Il Presidente De Laurentiis non ha preso parte all'evento per impegni personali.
Di cosa parla il film? Nel giorno dell’inaugurazione del Bar dello Sport, culminante nella grande partita del Napoli, il Professore (Gino Rivieccio) rievoca cent’anni di storia del club. Tra sogni condivisi e ferite irrisolte, Daniele (Antonio Orefice) insegue il sogno di diventare match analyst, mentre Caterina (Susy Del Giudice) prova a ricucire il rapporto di Eugenio (Giovanni Esposito), proprietario del bar, con suo padre.
L’attore Giovanni Esposito, ai microfoni di CalcioNapoli24, racconta il coinvolgimento nel film con il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis.
Avevamo la curiosità di capire, per esempio, che rapporto stava avendo il presidente con voi durante la lavorazione.
“Il presidente è stato molto presente. Abbiamo lavorato tanto sulla sceneggiatura, cercando di provarla e di smussare quelle che potevano essere delle difficoltà, perché cento anni sono veramente tantissimi. Quindi qualcosa da mettere più in luce, qualcosa da mettere meno in luce, e anche qualche emozione personale, come dicevo prima. È tutto filtrato da attori che però non raccontano una storia inventata e basta: raccontano qualcosa che hanno vissuto. Quindi il filtro della propria emozione, del proprio ricordo, è qualcosa che in qualche modo ti porta a dire le cose in una maniera diversa rispetto all'interpretazione classica”
Cento anni di passione non sono semplici da raccontare. La vostra passione cosa vi ha portato a fare per il Napoli nella vostra vita?
“Io ho fatto follie veramente da quando avevo 14 anni, 13 anni, 12 anni, con mio padre. Ma dai 14 anni, quando è arrivato lui, diciamo che purtroppo ho dovuto fare dei compromessi con la scuola, per cercare di capire quante assenze potevo fare. Avevo gli allenamenti il martedì e il giovedì e poi il venerdì facevo, diciamo, con i giardinieri del Bosco di Capodimonte, un triangolare per mettere in pratica quello che avevo visto dalla tettoia del Centro Paradiso. Per cui mia mamma non era molto contenta. E poi, da lì, è sempre stato un grande sacrificio. Sapete qual è il sacrificio più grande? Quando sei in scena a teatro e gioca il Napoli, magari una partita importante. Lì vorresti essere proprio un attore secondario, di quarta fila, per poter dire: “Il pranzo è servito”, e stare dietro le quinte a vedere la partita. Purtroppo non è possibile. Raccontavo prima questo episodio: un giorno, durante uno spettacolo, c'era un attore che aveva un monologo di venti minuti. Io potevo uscire di scena, ma dovevo comunque essere presente. Quindi ho messo un iPad con Chelsea-Napoli dietro la fotografia di Greta Garbo e mi sono continuato a vedere venti minuti di partita. Purtroppo è finita male, però…”