A Radio Crc è intervenuto Eduardo Bennato, uno dei più grandi musicisti italiani e tifosissimo del Napoli: "Sono malato del Napoli, il tifo ce l’ho nel DNA, noi siamo tifosi e basta. Il Terzo posto? Mi aspettavo qualcosa in più dagli azzurri, me lo aspetto sempre. Stranamente a Napoli c’è un meccanismo strano, vediamo molti giocatori, come ad esempio Denis, che erano in sofferenza ma che poi hanno fatto molto bene in altri club. Speriamo che Gabbiadini non soffra la piazza e che si trovi bene avendo buone vibrazioni".
Le differenze con il Napoli che Bennato ammirava da bambino: "Quell’epoca era peggiore, eravamo in serie B, ora le cose sono migliorate, il Napoli è nel novero delle grandi squadre internazionali. "
Una canzone associata al Napoli di Benitez: "Una volta ho fatto un brano dove ironizzavo sull’Italia, ‘Che Italia’ , una donna bellissima che incespica sui tacchi a spillo. Anche la città è così, Napoli è la città più bella del mondo ma è strapazzata e tante mie canzoni parlano, in modo ironico, della città di Napoli traballante come la squadra azzurra. Il mondo del calcio è un mondo spietato, la vita calcistica di un calciatore è breve e gli atleti devono ottimizzare la propria carriera grazie all’equipe che li circonda. Anche Higuain deve fare i conti con questo aspetto, l’azienda Higuain non può permettersi di lasciare il passo ad i sentimentalismi”.