Serata ad alta tensione al Gewiss Stadium di Bergamo, dove Atalanta-Roma è stata segnata da un episodio destinato a far discutere a lungo. Dopo il vantaggio firmato da Scalvini, la Dea aveva trovato anche il raddoppio con Scamacca, ma lâintervento del VAR, prolungato e contestato, ha cambiato il volto della gara e acceso le polemiche.
Al 32â del primo tempo lâAtalanta esulta per il colpo di testa vincente di Scamacca sul cross di Bernasconi. Tutto sembra regolare, ma lâarbitro Fabbri viene richiamato al monitor e il gioco resta fermo per diversi minuti. Le proteste coinvolgono campo e panchina: Palladino chiede spiegazioni e viene ammonito.
Dopo un controllo interminabile, il direttore di gara annulla la rete per fuorigioco a inizio azione dello stesso Scamacca, ritenuto attivo per aver condizionato lâerrore di Hermoso sul lancio dalle retrovie. Una decisione che spegne lâentusiasmo del pubblico e lascia più di un dubbio tra i protagonisti.
Lâattaccante nerazzurro accetta il verdetto senza esultare, mentre il tecnico della Dea non nasconde il proprio disappunto. Davanti alle telecamere, Palladino scuote la testa e ripete più volte: âQuesto è un cinemaâ. Una frase che sintetizza il clima di frustrazione per una gestione dellâepisodio giudicata eccessivamente lunga e poco chiara.
Il VAR, ancora una volta, finisce al centro del dibattito, con Atalanta-Roma che rischia di essere ricordata più per le polemiche che per il risultato.