Il giornalista Paolo Del Genio, intervenuto ai microfoni di Canale 8, ha analizzato le caratteristiche di Lorenzo Lucca, soffermandosi sui suoi punti di forza e sulle perplessità legate al suo impiego in una squadra chiamata a competere ai massimi livelli come il Napoli.
Secondo Del Genio, la qualità principale dell'attaccante non sarebbe il gioco aereo, nonostante la sua imponente statura, bensì la capacità di calciare in porta.
«Lucca? Il tiro è la sua arma migliore. Il pezzo forte è il tiro, nemmeno direi il colpo di testa. Sembra strano ma è così: il colpo di testa, nonostante i 2,02 metri, non è proprio in assoluto il suo pezzo forte. Il tiro è la cosa migliore che ha Lucca. Quando riesce a far caricare il destro o far partire un tiro secco, molte volte è anche preciso. Quella è la sua arma».
Il giornalista ha poi espresso alcune riserve sul livello dell'attaccante in ottica Champions League.
«Se sia sufficiente per renderlo un giocatore che può stare in una squadra che deve fare la Champions, io qualche dubbio continuo ad averlo. La cosa che abbia fatto gol è comunque positiva, perché se interessa a qualche squadra, il Napoli riceve unâofferta e può andare a limitare i danni per il costo del cartellino clamoroso che lâanno scorso ha pagato».
Infine, Del Genio ha allargato il discorso al calcio proposto da Massimiliano Allegri, evidenziando il peso delle qualità individuali nella fase offensiva.
«Câè un calcio dove bisogna avere tutti che partecipano negli ultimi 30 metri alla manovra con qualità . Allegri si affida molto alle soluzioni e allâindividualità dei calciatori nella fase di rifinitura e finalizzazione. Negli ultimi 30 metri gli schemi e lâorganizzazione valgono fino a un certo punto, vale la giocata individuale degli attaccanti, dei trequartisti e degli esterni. Se ci arrivi più volte è meglio. Per ottenere quello che Allegri vuole, con finalizzazione e rifinitura fatte bene, è corretto che lo debbano fare i calciatori. Costruzione e sviluppo si fanno meglio difendendo meno bassi, creando più presupposti per poter sfruttare le qualità dei giocatori che devono fare gol».