Ultime notizie SSC Napoli - In occasione del ritiro del Napoli a Castel di Sangro, in piazza Plebiscito ha fatto capolino l’ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris, spesso al seguito della squadra negli ultimi anni e anche opinionista televisivo. Ai microfoni di CalcioNapoli24 De Magistris analizza l’arrivo in panchina di Massimiliano Allegri, dà il suo punto di vista sull’addio di Romelu Lukaku e sulla questione stadio in vista degli Europei 2032. E non può mancare una opinione sul presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis.
Ex sindaco di Napoli e tifosissimo del Napoli. Abbiamo perso il conto di quanti ritiri ha fatto. Qual è la molla che spinge ogni anno a seguire la squadra?
"Innanzitutto da tifoso. Poi mi piace l'atmosfera del precampionato, sia a Dimaro sia a Castel di Sangro. Mi piace ritrovare cittadini, vedere come la squadra si sta preparando. Sono anche momenti, tra virgolette, un po' più di relax, soprattutto adesso che non faccio più il sindaco. Prima era molto più difficile poter stare vicino alla squadra, al di là delle partite quando si giocava al Maradona. Però credo che sia bello e anche di sostegno che chi è stato sindaco, o chi adesso lo fa da tifoso, si avvicini alla squadra."
L'arrivo di Massimiliano Allegri come lo ha avvertito?
"Io ho provato a ragionare sul piano professionale, non tanto sulle antipatie o simpatie. Diciamo che né Conte né Allegri, sul piano dell'empatia, mi sono mai stati particolarmente simpatici, ma io devo valutare un allenatore da quello che fa in campo. Conte è un grande allenatore, ha dimostrato anche a Napoli le sue qualità. Allegri mi pare che stia cominciando nel verso giusto, con motivazione. Credo che anche lui abbia da dimostrare quanto vale, perché nella parte finale della stagione al Milan non è andato bene. Si sta ricostruendo lo spirito un po' vecchia maniera, con un presidente più protagonista rispetto agli anni in cui c'è stato Conte. Insomma, io mi sento di essere fiducioso: credo che ripeteremo il protagonismo degli anni scorsi, sperando ovviamente anche con delle vittorie."
L'ha delusa il comportamento degli ultimi mesi di Romelu Lukaku?
"Beh, ma lui però è recidivo, diciamo. Si è visto anche quando stava con altre squadre, sul piano umano. Però, ripeto, qua dobbiamo lasciare un po' da parte le delusioni, perché nel calcio sono tante. Noi ci leghiamo affettivamente a tante storie, poi quante volte siamo stati delusi dai comportamenti anche di altri giocatori. Così è stato Lukaku, forse meno ancora che per altri."
C'è un giocatore da cui si aspetta un cambio di passo questa stagione, al di là del mercato che in questo momento non ha ancora portato nessuno?
"No, io, siccome sono un uomo di squadra, mi aspetto un grande spirito di squadra, unità nello spogliatoio e valorizzazione anche dei giovani, in cui io credo molto. Quindi il lavoro di squadra è fondamentale, perché il singolo sì, può fare tanto, ma la vittoria arriva se c'è quella capacità di stare insieme, uniti, e di non mollare nei momenti difficili. Quindi mi aspetto una squadra più unita, più solida e più coesa rispetto all'anno scorso."
Non si può non andare un attimo sulla città di Napoli e sullo stadio Maradona in vista di Euro 2032. S'è parlato anche della possibilità di farne uno in altre zone, come vorrebbe De Laurentiis. Senza Euro 2032 il Maradona sarebbe rimasto questo?
"Io credo che dobbiamo lavorare nella duplice direzione. Da una parte completare la ristrutturazione del Maradona, che voglio ricordare sempre per non perdere una memoria collettiva che, con le Universiadi, in quel periodo 2018-2019, lo stadio stava per chiudere. Quei lavori furono fondamentali, non ovviamente esaustivi. Adesso completare il lavoro di ristrutturazione è un fatto positivo. Certo, la cifra stanziata è grossa: 200 milioni sono tanta roba. Però credo che la città di Napoli e la società non debbano assolutamente perdere l'idea e l'ambizione di uno stadio nuovo. Il Maradona, per quanto lo puoi riqualificare, è uno stadio ormai costruito agli inizi degli anni Cinquanta e ha quindi i suoi anni. Uno stadio nuovo potrebbe essere una bella cosa. Qua però ci vuole una sinergia non solo a parole, ma soprattutto con i fatti, tra società e Comune di Napoli. Se il Comune di Napoli mette nelle condizioni migliori, sul piano amministrativo e urbanistico e con le norme necessarie, la società per investire, e la società ci mette le risorse economiche, io credo che si possa viaggiare in questa duplice direzione. Anche perché Napoli sarà sempre di più una città dello sport, quindi due stadi, secondo me, sono assolutamente utili e importanti per la nostra città."
Nei suoi dieci anni da sindaco, quante volte con De Laurentiis si è trovato a parlare, discutere o litigare sulla questione stadio?
"Parlare, litigare, discutere, fare accordi, certe volte no. Però è stato un rapporto franco, che ha portato risultati alla città. Non dimentichiamoci delle Universiadi, dello stadio ristrutturato, dei lavori e delle trattative che hanno portato alla nuova convenzione. Poi, certo, ci sono state anche divergenze. Io, per esempio, sono fermamente convinto che lo stadio debba essere uno stadio popolare, del popolo, accessibile a tutti. Io non ho mai pensato che il calcio e lo sport debbano essere elitari. Quindi, quando ho visto alcune proposte che andavano un po' nella direzione, non dico di un'accessibilità solo per ricchi, ma per i più abbienti, a me questo non convince, perché io amo molto la Napoli popolare e quindi amo molto anche il tifo popolare. Però credo che alla fine la quadra si possa sempre trovare se l'obiettivo è comune. Quindi, alla fine, ritengo che siano state più le luci che le ombre, al di là di alcune dichiarazioni che certe volte magari hanno fatto anche male. Ma questo va un po' nei caratteri delle persone."
Si parla della cittadinanza onoraria per Aurelio De Laurentiis. L'hanno avuta Mertens e Luciano Spalletti. La merita anche il presidente?
"Non entro su questo. Io sono contento di aver dato la cittadinanza onoraria a Diego Armando Maradona e di aver intestato lo stadio a Diego Armando Maradona. Il resto lo lascio all'amministrazione attualmente in carica. Certo che il presidente ormai è napoletano, quindi, da napoletano, per quello che ha fatto per la società e quindi per la città, è ovvio che lo meriti."
Qual è l'augurio che si fa per la stagione? Ha un messaggio che vuole mandare a Max Allegri o a un calciatore in particolare?
"Napoli bisogna amarla sempre. Non bisogna mollare quando ci saranno i momenti difficili, bisogna gioire nei momenti belli e ricordarci che l'amore grande si vede soprattutto nei momenti di difficoltà. Quindi io mi auguro un Napoli che lotta, una città che lotta. Bisogna prendersi cura tanto della squadra quanto della città. Città e squadra, solo a Napoli, vanno insieme. In nessun'altra città accade questo."