Ultime notizie Napoli - Aurelio De Laurentiis, presidente della SSC Napoli, è intervenuto a Roma, allâHotel Parco dei Principi, nel corso di un incontro organizzato dal TEHA Club, il club di The European House â Ambrosetti dedicato a imprenditori e top manager, sul tema della trasformazione del mondo dellâintrattenimento e delle nuove opportunità per le imprese.
Davanti a una platea di circa quaranta imprenditori, De Laurentiis ha tenuto un intervento dal titolo "Cinema e calcio: la fine del monopolio dellâattenzione", allâinterno dellâappuntamento dedicato a visione, diversificazione e creazione di valore nel lungo periodo.

Di seguito uno stralcio delle sue dichiarazioni:
"Lo stadio deve essere unâesperienza. E soprattutto dobbiamo capire che la qualità della competizione crea valore per tutti. Guardate che cosa fanno le leghe americane. NBA, NFL, MLB: sono macchine commerciali enormi. Lavorano sul prodotto, sulla distribuzione, sugli sponsor, sui mercati internazionali. Fanno conoscere i campioni. Sono al servizio delle squadre. Creano valore. E tutto questo dove va a finire? Nei ricavi delle società e nel valore delle franchigie. Vogliamo mettere tutto questo a confronto con la nostra Lega? Io voglio una Lega che mi aiuti a far valere di più il Napoli. E per riuscirci deve far valere di più tutto il campionato.
Perché non discutere se accorciare o eliminare lâintervallo? Dobbiamo avere il coraggio di discutere il âprodotto calcioâ sotto ogni punto di vista. A cominciare dal gioco, dalla durata della partita, dalle interruzioni. Non esistono regole sacre soltanto perché esistono da centâanni. Se vogliamo riavvicinare i giovanissimi, dobbiamo domandarci che cosa li fa andare via. Prendiamo lâintervallo. Quindici minuti. Ma perché non possiamo discutere se accorciarlo, o perfino eliminarlo? Chi è allo stadio vive lâatmosfera, sta insieme agli altri, aspetta. Ma il ragazzino a casa? Gli fermi la partita per un quarto dâora e pensi che rimanga lì ad aspettarti? Prende il telefonino, torna alla PlayStation, trova qualcosâaltro da fare. E poi tu ricominci il secondo tempo. Ma lui nel frattempo è andato via. I gol se li guarda dopo, negli highlights. Allora dobbiamo porci il problema. Come rendiamo la partita più continua, più spettacolare, capace di tenerlo davanti allo schermo? Non possiamo pretendere che sia lui ad adattarsi alle nostre abitudini. Dobbiamo essere noi a capire le sue. Perché nel frattempo YouTube non aspetta la Lega. TikTok non aspetta la UEFA. Il mondo digitale in cui vivono i nostri giovani corre a una velocità straordinaria. E noi non possiamo pensare che il calcio sia immortale soltanto perché è stato importantissimo per cento anni".