Aurelio De Laurentiis, presidente della SSC Napoli, è intervenuto in diretta a Radio Kiss Kiss Napoli per parlare di diverse tematiche, tra cui le voci che circolano su una possibile trattativa per la cessione del calcio Napoli, il nuovo stadio e centro sportivo.
In merito all'acquisto del calcio Napoli ha parlato il presidente del Napoli Basket Matt Rizzetta nelle ultime ore proprio ai nostri microfoni e ora in città in molti cercano maggiori risposte. Proprio per questo è intervenuto il presidente De Laurentiis a Kiss Kiss Napoli.

Ultime notizie calcio Napoli - Queste le parole di Aurelio De Laurentiis a Radio Kiss Kiss Napoli:
"Il Napoli non è in vendita! Gli Arabi mi offrirono 3,5 miliardi e mezzo, ma io non volevo andare in pensione. Il cinema so ancora farlo e il calcio che non sapevo farlo ho imparato a farlo nonostante le mille difficoltà. Il calcio è vecchio e andrebbe rivisitato per essere liberato dal gioco di chi non ha squadre e ci conduce giorno per giorno.
Circa un anno fa ricevo una richiesta di incontro da Matt Rizzetta che non conoscevo, per educazione ho risposto. Mi ha introdotto ad un paio di fondi che lui rappresentava, volevano comprare il Napoli. E' accaduto tra febbraio e marzo dello scorso anno. Abbiamo messo i loro avvocati e i nostri avvocati per confrontarsi. Volevamo fare una valutazione anche per capire cosa ci fosse dietro tramite una due diligence che non è mai iniziata. Loro volevamo pagare di qusti 2 miliardi una parte alla firma e un'altra nei successivi tre anni. Prima mi è stato detto che io avrei dovuto gestire, fino a ridurre questo ruolo e diventare alla fine presidente onorario. Io ho chiesto garanzie per far continuare questo lavoro dopo 22 anni di azienda. Io avevo un dovere verso i tifosi del Napoli che sono in tutto il mondo.
Ho scoperto che i tifosi del Napoli sono ovunque in tutto il mondo, addirittura 30mila a San Pedro. Abbiamo fatto molti passi in avanti con le maglie e tanto altro. Io che garanzie avevo nel cedere il Napoli senza restare al comando? I soldi sono importanti, ma sono l'ultima cosa. Matt Rizzetta mi ha detto di avere due, tre fondi alle spalle ma dei 2 miliardi sarebbero arrivati durante gli anni e non subito.
Matt Rizzetta mi chiede di venire a vedere il Napoli e io sono felice di ospitarlo, lui mi ha ospitato in America a vedere una partita di basket. Quando mi parla della cessione del Napoli gli dico di non ricominciare con questa telenovela. Io voglio fare lo stadio, serivirà un grande impegno anche fisico. Lui probabilmente avrebbe accettato il Maradona. Con un nuovo stadio al posto del Maradona sarebbe bello fare un grande parco pieno di verde.
Per il momento non ho deciso di vendere, ma se dovessi venderlo preferirei farlo ad un napoletano e non un americano. Ognuno di noi sa bene con chi rapportarsi in casa propria. Se un napoletano avesse voglia di sostituirmi tra 2, 3 o 5 anni bene. Ho lavorato per 22 anni per un popolo meraviglioso.
Dovremmo avere il coraggio di fermarci come è accaduto in America, continuiamo a fare la notte con Abodi o non Abodi, Malagò o non Malago, la Fifa, il Coni. Qui bisogna sedersi per rigenerare uno sport che è amato ancora dai bambini. Se perdiamo i bambini perderemo il nostro futuro.
Rizzetta per quel poco che ho conosciuto è un uomo d'azione. Essendo un uomo d'azione difficilmente potrebbe avere qualcuno come me che non è abituato a condividere se non con i propri collaboratori le decisioni che vanno prese. Il calcio propone un film che un finale è tutto da scrivere.
Noi dobbiamo ancora lavorare e recuperare gli infortuni, abbiamo un uomo alla guida che ha grande esperienza. Dobbiamo avere pazienza, nella vita si vince, pareggia e perde. Quando si perde non si butta il bambino con tutta l'acqua sporca, bisogna saper aspettare e riconoscere gli errori, modificando quello che è modificabile, tutto questo insieme".