Ultime calcio Napoli - Nel corso di un’intervista esclusiva concessa a Time2play, il giornalista di DAZN Davide Bernardi ha commentato anche la stagione del Napoli, soffermandosi sulle difficoltà affrontate dalla squadra nel corso del campionato.
Secondo l’autore di BordoCam, gli azzurri erano tra le principali favorite a inizio anno, ma hanno dovuto convivere con numerosi problemi fisici e una lunga serie di infortuni. Bernardi ha elogiato in particolare il lavoro di Antonio Conte, capace di trovare alternative e mantenere competitiva la squadra nei momenti più complicati della stagione.
Davide, ci vuoi raccontare come nasce l’idea di BordoCam e qual è la forza dello storytelling delle partite con questo format?
L’idea nasce più o meno nel 2016, quando lavoravo a Fox Sports. Guardando un tipo di racconto simile a quello di BordoCam che facevano in Spagna — un programma che si chiama El Día Después — ho pensato che potesse funzionare anche in Italia.
In Spagna questo stile narrativo è molto diffuso perché tante emittenti trasmettono il calcio in chiaro e, non avendo sempre a disposizione tantissime immagini come invece accade nei grandi broadcast italiani, usavano spesso una camera dedicata a bordo campo per raccontare dettagli ed emozioni della partita.
Vedendo quella modalità di racconto, ho capito che poteva essere un modo per dare ancora più luce a un evento che il pubblico normalmente vive dal divano, che si concentra solo ciò che viene trasmesso. Non puoi scegliere le telecamere, non puoi cogliere tutto quello che succede. E allora ho pensato: “Questa potrebbe essere una maniera diversa e più immersiva di raccontare una partita”.
Come sei riuscito a mettere in pratica l’idea?
Il primo tentativo lo facciamo a Fox Sports, grazie anche alla visione di Manuele Corazzi e Marco Foroni, durante il Clásico del Bernabéu con il famoso gesto di Messi. Poi abbiamo portato l’idea a DAZN con l’arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juve. Inizialmente volevamo seguire tutta la sua stagione con un BordoCam dedicato a ogni partita, così da creare quasi un documentario dal campo su Cristiano Ronaldo.
Per motivi produttivi quell’idea non andò in porto, ma il progetto rimase lì. Poi arrivò il Covid: non essendoci pubblico negli stadi, si sentiva tutto e c’era bisogno di produrre contenuti diversi. Da lì abbiamo iniziato a svilupparlo sempre di più, fino ad arrivare all’esplosione definitiva con lo scudetto del Napoli, che ha reso il format molto più virale.

BordoCam è un format perfetto per diventare virale, a metà tra giornalismo sportivo e social. C’è ancora oggi un rapporto autentico tra giornalisti e calciatori? Ci racconti un aneddoto?
È una bella domanda. Il rapporto oggi è molto diverso rispetto a tanti anni fa. L’altro giorno vedevo un reel di un giornalista argentino che entra nello spogliatoio dell’Argentina prima di Argentina-Australia ai Mondiali del 1994. I giocatori si stavano preparando e lui andava tranquillamente da Batistuta a chiedergli come avrebbe attaccato la difesa australiana.
Oggi una cosa del genere, nel calcio italiano, sarebbe impensabile. Nel basket, per esempio in Eurolega, capita ancora di vedere interviste pre-partita direttamente sul parquet, ma nel calcio no.
È difficile definire in modo generale il rapporto tra giornalisti e calciatori, perché ci sono tante dinamiche. Oggi esistono i social, la comunicazione è cambiata e molti giocatori tendono a proteggersi di più. Dipende molto dalla persona, dal ruolo che hai, dai contatti che costruisci nel tempo. Se lavori spesso a bordo campo magari i giocatori imparano a conoscerti; se invece fai più lavoro da tribuna stampa, senza rapporti extracampo, è più difficile creare un rapporto diretto.
Parliamo di Serie A, torneo che hai seguito da vicino e ha emesso ormai quasi tutti i verdetti. Che voto dai a questo campionato?
È stato un campionato molto strano. L’Inter ha vinto con merito perché è stata la squadra che ha sbagliato meno. Però il fatto che abbia chiuso con così tanti punti di vantaggio evidenzia anche i limiti delle altre squadre.
Il paradosso è che l’Inter non ha nemmeno brillato negli scontri diretti, eppure è riuscita a mantenere una continuità che gli altri non hanno avuto. Ha saputo trovare soluzioni anche nei momenti di difficoltà.
Il Napoli, invece, ha vissuto una stagione molto sfortunata. Da campione d’Italia, con il mercato fatto, era giusto considerarlo favorito a inizio stagione. Poi ha avuto una quantità enorme di problemi e Conte è stato bravo a trovare sempre delle soluzioni, nonostante gli infortuni.
Il Milan, secondo me, ha un po’ rovinato la percezione della sua stagione nelle ultime settimane. Però credo che Allegri abbia fatto un grande lavoro. Aveva una forbice molto ampia da richiudere, con tanti nuovi giocatori e una situazione psicologica complessa dopo la finale di Coppa Italia persa. Per un certo periodo hanno davvero creduto di poter lottare per lo scudetto.
Fammi un nome per il mercato per alcune squadre italiane.
Inter? Carnesecchi.
Milan? Sørloth.
Juventus? Bernardo Silva.
Napoli? Probabilmente un centrocampista centrale. Il Napoli non deve cambiare molto, se l’infermeria si svuota.
Roma? Un centrocampista di geometria e gamba, come Guerra del Valencia.