D’Amico: "Spadafora? Così non va: qui moriamo di economia. Ha responsabilità anche degli altri sport, ma il calcio è un'azienda"

Le Interviste  
D’Amico: Spadafora? Così non va: qui moriamo di economia. Ha responsabilità anche degli altri sport, ma il calcio è un'azienda

News calcio, D'Amico parla di Spadafora e delle sue ultime parole

Ultime calcio - “Non ho parole per commentare ciò che sta facendo questo gruppo dirigente politico”. Da uomo di calcio navigato, Andrea D’Amico agente di numerosi calciatori di Serie A e non solo, commenta a TuttoMercatoWeb il post pubblicato su Facebook dal Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora:

“C’è una Babilonia di decreti, dicono sempre il contrario di tutto. Tranne la mancia di 600 euro non hanno dato nulla ai liberi professionisti, ora fanno questa confusione sul calcio che è la terza azienda italiana come indotto. Il Governo ha le idee confuse, ma d’altra parte non ci si improvvisa in nessun ruolo. Un calciatore per arrivare in Serie A anche i politici dovrebbero fare gavetta prima di governare un Paese. Poi hanno tantissimi esperti e mille task force che non si sa quanti costino e ci comunicano le cose via Facebook? Mi sembra ridicolo. Adesso è è arrivato il momento di dire basta: mi sembra - continua D’Amico - che sia giusto che debbano riprendere le altre attività, ma questo Governo sta facendo confusione. Fino a quando vorranno tenerci sigillati? I più grandi esperti dicono che i tamponi non sono sicuro al cento percento, dovremmo tenere tutto chiuso facendo un test che non è affidabile? Non è giusto...”.

Spadafora sembra non amare troppo il mondo del calcio. Cosa vuole dirgli da veterano del settore?
“Ha la responsabilità anche degli sport minori, ma il calcio è un’azienda molto importante. Qui sembra che uno si alzi la mattina o all’improvviso la sera non sappia cosa fare e metta un post su Facebook improvvisando. Si sono sentiti tante volte con la Lega; come riprendono le altre attività può ripartire anche il calcio. Il rischio zero non esiste da nessuna parte. Cosa facciamo se ad ottobre c’è ancora qualche altro positivo e non ce ne accorgiamo grazie a questi test che non sono sicuri al cento percento? Le attività possono anche non iniziare, ma diano i soldi a fondo perduto e non facendo prestiti. Se il Governo paga, il calcio può anche stare fermo. È più importante non morire di economia che correre il rischio di prendere un virus. In questo momento sarebbe più giusto che le decisioni fossero condivise con tutto l’arco parlamentare, il Governo entra nella vita anche di chi non lo ha votato e quindi occorrerebbe un consenso più ampio vista la situazione”.

segui CalcioNapoli24.it direttamente su Google
Ultimissime Notizie
I più letti
Classifica
  • #

    Squadra

    PT
    G
    V
    N
    P
  • logo InterInterCL

    69

    30
    22
    3
    5
  • logo MilanMilanCL

    63

    30
    18
    9
    3
  • logo NapoliNapoliCL

    62

    30
    19
    5
    6
  • logo ComoComoCL

    57

    30
    16
    9
    5
  • logo JuventusJuventusEL

    54

    30
    15
    9
    6
  • logo RomaRomaECL

    54

    30
    17
    3
    10
  • logo AtalantaAtalanta

    50

    30
    13
    11
    6
  • logo LazioLazio

    43

    30
    11
    10
    9
  • logo BolognaBologna

    42

    30
    12
    6
    12
  • 10º

    logo SassuoloSassuolo

    39

    30
    11
    6
    13
  • 11º

    logo UdineseUdinese

    39

    30
    11
    6
    13
  • 12º

    logo ParmaParma

    34

    30
    8
    10
    12
  • 13º

    logo GenoaGenoa

    33

    30
    8
    9
    13
  • 14º

    logo TorinoTorino

    33

    30
    9
    6
    15
  • 15º

    logo CagliariCagliari

    30

    30
    7
    9
    14
  • 16º

    logo FiorentinaFiorentina

    29

    30
    6
    11
    13
  • 17º

    logo CremoneseCremonese

    27

    30
    6
    9
    15
  • 18º

    logo LecceLecceR

    27

    30
    7
    6
    17
  • 19º

    logo VeronaVeronaR

    18

    30
    3
    9
    18
  • 20º

    logo PisaPisaR

    18

    30
    2
    12
    16
Back To Top