D’Agostino: "Napoli il rimpianto più grandi della mia carriera, De Paul pronto per Napoli"

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D’Agostino: Napoli il rimpianto più grandi della mia carriera, De Paul pronto per Napoli

Gaetano D'Agostino parla del Napoli

Napoli - “Nel Napoli attuale avrei giocato nel centrocampo a due - queste le parole di Gaetano D’Agostino, allenatore ed ex calciatore, fra le tante, di Udinese e Fiorentina, ai microfoni de “Il Sogno Nel Cuore”, trasmissione su 1 Station Radio. Fabian Ruiz? Può fare tutti i ruoli, è bravo nelle due fasi, e a me piace tantissimo. Insieme a Zielinski, si completano. Seguo gli azzurri con molta attenzione, il centrocampo è una parte nevralgica della manovra della squadra partenopea. Gattuso? Meriterebbe la riconferma, con l’organico al completo sta facendo un ottimo lavoro e lo sta dimostrando in queste ultime giornate. Rino ha avuto diversi problemi, anche personali, e non semplice sopperire ad assenze importanti. Anche io, in questo ultimo mese e mezzo, non ho avuto tutta la rosa a disposizione: non avevo sette titolari, e purtroppo siamo usciti ai play-off. Quando ti mancano così tanti titolari, fai difficoltà in tutte le categorie. Al Napoli è mancata l’imprevedibilità in fase offensiva, quest’ultima ritrovata con il rientro di Osimhen. De Paul? È un calciatore che si è consacrato, è maturo ed è pronto per il grande salto in una big. Non dimentichiamoci che è titolare nella nazionale Argentina. Lo vedrei molto bene insieme a Zielinski, Fabian e Demme, formerebbero il centrocampo più forte d’Italia. Mourinho? È stata anche una mossa di marketing, la Roma è una società quotata in borsa. Io, però, credo che abbiano scelto il portoghese per avere un allenatore di caratura mondiale, per dare entusiasmo a tutto l’ambiente. Ha firmato un contratto di 3 anni per dare continuità ad un progetto importante. Questo è un segnale che la Roma manda al calcio italiano ed europeo: vuole tornare fortemente su palcoscenici importanti. Dobbiamo essere meno conservatori, non pensare al passato ma guardare al futuro: se imprenditori stranieri hanno intenzione di investire in Italia, bisogna dare loro la possibilità di farlo senza bloccarli con la classica burocrazia del nostro paese, altrimenti rischiamo di restare sempre indietrorispetto ad altre nazioni. Credo che il nostro campionato possa essere ancora quello più affascinante del mondo, ma bisogna dare la possibilità di poter investire, altrimenti gli imprenditori scapperanno dall’Italia. Benevento? La Serie A è dura. Nel girone d’andata le Streghe hanno collezionato 22 punti, ma anche lo Spezia di Italiano, che tanto aveva fatto bene nella prima parte di campionato, ora è in lotta per la salvezza. Successivamente c’è stato il caso della partita col Cagliari: ho rivisto l’episodio del rigore su tutte le piattaforme possibili, e quello è sempre rigore. Il Var è uno strumento utile se lo si lascia scegliere, altrimenti, se l’ultima decisione è sempre umana, credo che cambi nulla rispetto a quando non era presente questa tecnologia. Quanto sono stato vicino al Napoli? Io ero già azzurro, ma rifiutai la proposta perché avevo trovato l’accordo con la Juventus. In Nazionale mi accordai con Ciro Ferrara, successivamente mi chiamò Pozzo in sede e mi disse che De Laurentiis avrebbe voluto acquistarmi. Gli risposi dicendo di aver trovato l’accordo con la Juventus. Ho ancora lo spigolo della porta incrinata per tutte le testate che ho dato per non aver scelto Napoli come piazza. Se fossi stato più riflessivo, avrei accettato l’azzurro, è il mio unico rammarico in carriera”.

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