Cucci: "Sarri, il vero maestro del miglior calcio italiano"

Le Interviste ico calendario ico orologio13:50 fonte : Il Roma
Cucci: Sarri, il vero maestro del miglior calcio italiano

Un Insigne sempre più… Dieguito, appassionante e lieve come l’ultimo beffardo pallone infilato ieri pomeriggio nella porta della Fiorentina. Un Napoli bellissimo e maturo, un godimento degli occhi e del cuore. Non esagero perché nel giudizio comprendo le difficoltà create dall’avversario nella partita-verità. Se qualcuno non s’era fatto influenzare dalla batosta inflitta alla Lazio (stanca per il viaggio?), dal chiaro successo sulla Juve (incompleta e confusa?), dal trionfo di San Siro sul (povero?) Milan e dalle sottovalutate vittorie su Bruges e Legia, mi sembra indiscutibile cancellare tutte quelle (assurde) scuse riconoscendo ai viola del bravo Sousa l’alta qualità che ha reso dura la vita ai ragazzi di Sarri. Le difficoltà esaltano i successi e insegnano a vivere: il bel gol di Kalinic ha rivelato quanto sia pericoloso cedere il contropiede in una fase di frettoloso appagamento, così come alleggerire l’intensità del gioco a centrocampo; quando il grande Hamsik ha sollecitato l’aiuto della sua gente lo faceva anche per se stesso e i compagni, colpevoli - pur se degni di un generoso applauso - di qualche distrazione. La gioia finale degli azzurri e del loro maestro, un Sarri felice come un ragazzino, ha pienamente rivelato la precisa sensazione di aver messo sotto un avversario degno di rispetto. Per ovvio senso di giustizia aggiungo ai meriti del Napoli quello di avere superato senza isteria un paio di sviste arbitrali che avrebbero cambiato subito la partita ma come si dice, tutto è bene quel che finisce bene, augurandosi che certi errori non si ripetano. La prepotente risalita che vede gli azzurri già quarti - insieme al Sassuolo che gli rese amaro l’esordio e che continua a mostrare egregie cose - dev’essere rispettata, consentendo alla squadra oggi più bella del campionato di puntare sempre più in alto, di sognare una crescita inarrestabile favorita dal gioco del pallone e non dai giochi di potere. Se vi guardate intorno, se cogliete le parole scritte e volanti dei critici, vi accorgerete che il Maestro Sarri e la sua Orchestra sono al centro del dibattito finalmente calcistico, sfrondato di quei dettagli cripto/tattici graditi agli amanuensi che hanno letto mille trattatelli teorici ma hanno visto poche partite e raccontano panzane invece di illuminarsi ai gol di Insigne e Higuaìn da celebrare come opere d’arte e recitare come poesie. I segreti di Sarri son segreti di Pulcinella perché quell’uomo senza frack, anzi in divisa operaia, ha semplicemente restituito ai suoi musicisti il ruolo e gli strumenti naturali eppoi gli ha regalato, perché sono ragazzi sognanti, la gioia di giocare divertendosi, sempre rispettata dai grandi allenatori, castigata dai ginnasiarchi che pretendono di reinventare uno sport la cui prima virtù è la semplicità. Gli antichi insegnamenti dei Dottori della Panchina – da Viani a Bernardini, da Rocco a Pesaola - vanno ricordati e rispettati, così come quella battuta del mio amico Bearzot che li riassunse: «Primo: non prenderle. Secondo: è imperativo vincere. Terzo: non c’è, perché i primi due han già detto tutto». Così l’Italia Mondiale ha messo sotto l’Argentina, il Brasile, la Polonia la Germania. Così il Napoli dovrà cercare di superare l’Inter, la Roma, la Fiorentina e…massì, anche la Juve. E adesso - raccomandazione essenziale per gli eventuali smemorati - attenti al Chievo...

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