Questo sabato, alle ore 18, si giocherà Sassuolo-Napoli, gara valida per la 30^ giornata di campionato.
Entrambe le contendenti sono reduci da una vittoria: gli azzurri hanno battuto il Genoa grazie alla rete di Raul Albiol nel finale, mentre i ragazzi di Iachini hanno ottenuto un successo fondamentale in chiave salvezza sul campo dell’Udinese, salendo a quota 27 punti.
Per l’occasione, “Europa Calcio” ha contattato in esclusiva Giancarlo Corradini, ex difensore centrale classe 1961 che in carriera ha vestito le maglie di entrambe le squadre, quella del Sassuolo nella stagione 1977/1978, dopo la trafila delle giovanili in neroverde, mentre quella del Napoli dal 1988 al 1994. In Campania ha peraltro vinto uno scudetto, una Coppa Uefa e una Suercoppa Italiana.
Giancarlo, tutti dicono che per il Napoli è l’anno del classico “ora o mai più” in chiave scudetto. Concordi?
“Fino a poco tempo fa aveva dimostrato di poter aspirare a vincere questo importante titolo, poi quei due passi falsi hanno rallentato la corsa. A ogni modo il Napoli costituisce l’unica alternativa all’ennesima vittoria della Juventus“.
In quest’ultima parte di campionato a cosa devono fare più attenzione gli azzurri?
“Adesso tutte le partite sono importanti. Il Napoli deve vincerle tutte. La Juve, divrsamente dalla squadra di Sarri, ha dimostrato che per portare a casa i tre punti non serve esprimersi sempre al cento per cento“.
Potrebbe essere determinante il fatto che la Juventus abbia una rosa più ampia?
“No, la differenza potrebbe farla il l’impegno dei bianconeri in Champions League. Entrambe hanno un organico di valore“.
In queste ultime settimane si sta parlando anche del rinnovo di Sarri. Lo vedresti come una sorta di “Ferguson del Napoli”?
“Non so come lavori Sarri e il suo staff. In ogni caso, De Laurentiis dovrà scegliere le persone migliori. In Italia comunque è molto difficile far combaciare il ruolo di allenatore con quello di direttore sportivo“.
Passando al Sassuolo, quest’anno cosa non ha funzionato rispetto alle scorse stagioni?
“Credo che il problema sia dovuto al fatto che alcuni giocatori che pensavano di lasciare la squadra siano arrivati demotivati a luglio. Mi riferisco a quelli più importanti. Questo ha penalizzato il collettivo e la squadra ne ha risentito. Spero che quest’ultima vittoria di Udine serva per il morale e che abbia dato una spinta in più per questo finale di campionato“.
Un giocatore neroverde sparito invece da molto tempo, ben prima di quest’estate, è Berardi. Qual è la ricetta per farlo tornare quello di una volta?
“Non lo so perché non alleno Berardi. Spero Iachini gli faccia ritorvare gli stimoli giusti“.
Del Napoli e del Sassuolo si è parlato molto a gennaio per via di Politano. Al di là dello svolgimento della trattativa, il ragazzo ha fatto bene a restare in Emilia o era il momento di andare da Sarri?
“Sono contento che sia rimasto al Sassuolo, perché per i neroverdi è un giocatore molto importante. Ma questo non gli impedisce di poter approdare in futuro in club più competitivo“.