Nel tormentato volo verso lo Jutland il Napoli carica tutte le tardive speranze di giocatori finora emarginati. La difficoltà è doppia: ciascuno tenta di prevalere nel confronto indiretto con il titolare del ruolo, ma si gioca un po’ del suo futuro in una formazione non rodata, quindi con scarsa intesa all’interno di un modulo. Il turnover — seppure parziale come quello annunciato ieri da Sarri, che dimostra di tenere alla sfida di Coppa e gioca quasi con la squadra migliore — è una sofferta rinuncia alla prima squadra, ma anche un’opportunità per l’altra rimasta finora a guardare. Sono lontani i tempi del Napoli diviso ai tempi di Mazzarri in due vagoni, prima e seconda classe. I “titolarissimi” come li definiva il tecnico ora disoccupato ed una malinconica compagnia di sottoccupati. Solo mezza squadra cambierà in Danimarca. In cinque o massimo sei subentreranno stasera a Herning, cittadina danese grande quanto un terzo del Vomero. Gabbiadini del resto non può non considerarsi un titolare: e stasera avrà l’occasione di dimostrare che può coesistere con Higuain. Così El Kaddouri può ripagare Sarri che vede in lui un’alternativa ad Hamsik e Valdifiori candidarsi leader come Jorginho. Più difficile sembra la partita che De Laurentiis è costretto a giocare con il consiglio comuna-le: la prossima riunione non è influenzata dalle traversie del sindaco de Magistris. Delibera il consiglio per la convenzione scaduta. Le soluzioni semplici sono però in politica le più difficili, è mancata una corretta impostazione del tema. Il sindaco è favorevole ad una equa cifra per il canone di fitto dello stadio, ostile un gruppo di consiglieri. Si trascura il solo elemento di giudizio. Se il Napoli è un qualsiasi inquilino di un qualsiasi immobile, giusto che il Comune applichi il concetto di redditività” per lo stadio, ne tragga cioè profitto. Se si riconosce al Napoli un valore sociale, giusto invece chiedere al club la sola copertura delle spese, quindi gli 800 mila euro calcolati finora. Ma la politica non è il calcio: dagli scontri più duri non deriva quasi mai il risultato migliore.