Ultime news SSC Napoli - Conte e Allegri sono i primi nomi accostati alla panchina della Nazionale italiana, in questi giorni dopo l'addio di Gattuso. Per il ruolo di commissario tecnico è presto però, prima bisognerà scegliere il nuovo presidente della FIGC.
Fabrizio Biasin, giornalista di Libero, nel suo editoriale per TMW, ha parlato così di Conte-Italia e del "braccio di ferro" con De Laurentiis:
"Si parla tanto di âfuturo ctâ, questo sì, e allora svisceriamo le parole di questo e quello (ma rapidamente, che ci siamo già rotti le balle). Conte ha detto âio mi prenderei in considerazioneâ poi ha detto ânon mi sono offerto volontarioâ. De Laurentiis ha detto âio lo lascerei libero, nel casoâ, poi ha detto âperò voglio che rimangaâ e infine âma se invece lo volete, allora ditemelo prestoâ. Câè una verità ? Boh, vi diciamo la nostra: De Laurentiis lascerebbe partire in serenità Conte perché non ha intenzione di impostare un altro mercato multimilionario a esclusivo uso e consumo del suo tecnico. Conte tornerebbe a fare il ct, ma solo se in qualche modo gli venisse garantito lo stipendione attuale tra nuovo ingaggio e buonuscita del DeLa. Ma il DeLa mica è fesso e la buonuscita non la contempla minimamente. E allora la verità è che i due hanno già avviato un virtuale e furbissimo braccio di ferro in cui fingono di amarsi molto e, in realtà , gradirebbero la separazione. Separazione complicata, però, perché dipendente dal âsacro granoâ, ovvero la cosa più importante per tutti quanti e figuriamoci per lor signori.

Quando si parla del rapporto Conte-Napoli quasi tutti si domandano: âConte è felice? Resterà anche lâanno prossimo o va convinto?â e non la vedono mai dal punto di vista del patron. DeLa è felice di una stagione in cui ha investito fior di milioni, ha visto andar via dopo pochi mesi giocatori acquistati a caro prezzo, ha sì gioito per una Supercoppa ma parimenti ha dovuto fare i conti con una deludente spedizione Champions, un probabile secondo posto e una Coppa Italia senza emozioni? à disposto ad accontentare nuovamente il tecnico più costoso della serie A con un mercato multi-milionario e che comunque non accontenterebbe mai il buon Antonio, quello del âNove giocatori nuovi sono troppiâ ma pure âLe altre squadre si possono permettere cose che noi non possiamo ancora permetterciâ? La domanda è retorica".
Mentre sul nome di Max Allegri, Biasin scrive nel suo editoriale:
"E poi câè Allegri. Si dice che sia il prediletto di Malagò per la panca azzurra. Ci può stare, sarebbe il perfetto âgestoreâ. Ma è anche vero che Allegri non è tipo da addio prematuro e starebbe volentieri al Milan se solo, al Milan, gli dessero un filo di retta in più. Ecco, nellâeterna diatriba tra chi punta il dito sul tecnico (âpoteva fare di più!â) e chi lo assolve (âè tutta colpa della proprietà â) la verità è più spostata verso i secondi: Allegri ha ridato ordine a un gruppo che ne aveva disperatamente bisogno e però si è arenato quando si è trattato di portare qualche nuova idea; e però câè chi ha fatto peggio di lui, ovvero una dirigenza che ha scherzato col fuoco, acquistato attaccanti non allâaltezza dei rossoneri e, rispetto al futuro, sembra sintonizzata più sul âconservareâ (garantiamoci il posto Champions e va bene così) che sullââambireâ (prendiamo giocatori di alto livello e, soprattutto, un grande attaccante per puntare al tricolore). E allora la situazione è chiara: Allegri resterebbe volentieri ma solo in presenza di qualche segnale di buona volontà âdallâaltoâ, altrimenti non disdegnerebbe lâazzurro. Gli andranno incontro? In un mondo normale la risposta sarebbe elementare (certo che sì), nel Milan dei dirigenti molto più attenti al loro benessere che a quello del club (e dei tifosi) la risposta è âchi lo saâ!".