Conferenza stampa Matt Rizzetta: appuntamento stamattina presso la sala stampa dell’Axum Molinari Stadium di Campobasso. Al centro dell'incontro ci sarà naturalmente il presente e il futuro del Campobasso, club di cui Rizzetta è presidente e proprietario. Sarà l'occasione per fare il punto sui progetti della società, sugli obiettivi sportivi e sulle strategie che accompagneranno la crescita del club nei prossimi mesi.
L'attenzione, però, non sarà rivolta esclusivamente alla realtà molisana. Negli ultimi tempi, infatti, il nome di Rizzetta è stato accostato anche ad altre importanti vicende legate al calcio italiano. Come l'acquisto della SSC Napoli con una cordata statunitense o l'investimento relativo alla Reggina alla fine anche non concretizzatosi, al netto di una serie di rumors che lo hanno coinvolto in possibili operazioni finanziarie e imprenditoriali.
Potrebbero dunque esserci anche domande relative ai presunti interessamenti verso altri club, come appunto il Napoli di Aurelio De Laurentiis. Potrete seguire qui in tempo reale tutti gli aggiornamenti a proposito del club partenopeo e non solo.

"So che avete sentito tanti rumors in questi giorni, ho dimostrato in questi anni che sono a Campobasso e da cinque anni come presidente: penso di aver guadagnato un pizzico di fiducia sulla trasparenza e sulla sincerità: avete sentito rumors su altre attività aziendali, ci tenevo a spiegarvi che la mia impresa è in fortissima crescita. Da quando sono arrivato qui ho venduto la North Sixth Agency e ho deciso di dedicarmi economicamente alle cose in cui tengo ed è per questo che mi sono dedicato al Campobasso con le mie risorse, abbiamo allargato la nostra impresa per inserire altri asset (la Underdog Global Partners, ndr). Altri soci hanno deciso di affiancarmi, parliamo di risorse importanti e le cose sono cambiate: sono arrivati soci importanti, ultimamente con l'investimento nel ramo sportivo tramite la mia impresa siamo diventati un punto di riferimento internazionale tra i vari fondi che hanno risorse quasi illimitate.
Quando siamo stati approcciati dai fondi avevano dei loro interessi, cercavano opportunità dove investire. Con i miei soci abbiamo deciso di valutare l'ingresso di altri fondi per cambiare la realtà dei fatti. La cosa che voglio dire è che il futuro del Campobasso è una garanzia: non ho mai fatto fallire una mia impresa e non lo farò oggi, se dovessero esserci cambiamenti è già tutto organizzato. Io amo Campobasso, l'ho dimostrato ed il futuro qui è garantito. Poi sono un imprenditore, non vado in giro paese per paese senza motivo ma ci tengo, è un peso importante a livello sociale in questa regione. Non sono 'stronzate' ma parole verissime, ci metto il cuore.
Ho sempre detto che ci sono tre piazze, una non la nomino: avrei preso in considerazione solo due piazze, Napoli per motivi strategici. Abbiamo una realtà importante come il basket, è una città internazionale con un potenziale pazzesco. Se dovesse esserci una opportunità del genere la considereremmo: fondi importanti avrebbero messo risorse importantissime nel Napoli, l'abbiamo approfondito e lo ritengo qualcosa di infattibile. Non ci stiamo lavorando, per correttezza e trasparenza ci metto la faccia. Potevo nascondermi e dire che non parlavamo con nessuno, sarei stato un bugiardo.
La seconda piazza è Reggio Calabria, ho un rapporto familiare con la città: ci sono cresciuto, posso anche far finta di non fregarmene della piazza ma non è così. Io campo Campobasso, non ho mai detto una parola fuoriluogo, c'è uno zoccolo duro di pubblico a cui sarò sempre grato. Non credo di aver mai detto una parola fuoriluogo sul Molise o sulla città di Campobasso. I reggini a me piacciono, hanno sangue bollente come il mio e vogliono vincere come me. Nella Reggina ho visto una opportunità come il Napoli del 2004, una opportunità enorme. Se dovessi incidere sulle norme della multiproprietà, abbiamo già programmato tutto e pensato a tutto. Abbiamo già una garanzia per il futuro calcistico a Campobasso: è la mia responsabilità, parliamo anche dell'eredità calcistica e a me questa cosa importa parecchio, lo lascerei in mani sicure.
Le tre soluzioni? Io non gioco per partecipare ma per vincere, qui siamo arrivati alla Serie D partendo dal giocare senza nemmeno il campo. In C ci siamo salvati e al secondo anno abbiamo raggiunto i playoff nazionali. Non faccio finta di niente, se andassi in un altro posto ci andrei per vincere. Se parliamo di Reggina o di un altro club dilettantistico ed arrivassimo alla Serie C, con la multiproprietà abbiamo le soluzioni: restare qui a Campobasso, un impegno tramite aziende legate alla mia holding, una cessione nel caso dovesse accadere, ed abbiamo già deciso che la società rimarrebbe in mani sicure, come se fosse di famiglia. Cosa mi convincerebbe a rimanere? Per quanto siamo stati bravi quest'anno, ci sono aspetti in cui potremmo migliorare. Non lascerei mai il Campobasso in mani non appassionate e serie.
Reggina oppure altri club dilettantistici? Il conflitto che ho con il mio gruppo è che purtroppo sono uno che deve mettere il cuore, altrimenti è impossibile trasformare un asset in valore, senza passione non si arriva all'obiettivo. Napoli è una piazza appetibilissima anche per motivi sentimentali, ho sangue meridionale. Reggio Calabria è casa come Campobasso, non puoi avere due mogli ma puoi avere due case. Poi c'è una terza piazza di cui però non parlo.
Napoli? Stavamo parlando di progetto stratosferico, univamo due realtà: potenzialmente c'era la NBA e l'Eurolega, poi il Napoli che è già una realtà. Due asset immobiliari di proprietà, altri investimenti come settore giovanile e altre strutture. Non sarei io a finanziare l'operazione, dietro ci sono fondi importanti. Io rappresento interessi economici di chi si fida di me, non è che posso andare da loro e dire spostiamo tre miliardi da Napoli a Campobasso. La Reggina era un investimento sentimentale, una piazza importante con tanti emigrati all'estero.
Ci sono tante dinamiche che dobbiamo affrontare e che possono cambiare la strategia di gestione: io cerco sempre di portare avanti un progetto con una gestione passionale e pragmatica, valutate pure le società di Serie A. Chi è costruito sulla base di una visione pragmatica e sostenibile? Napoli, Atalanta, Empoli, Lecce, sono progetti che iniziano da un bilancio sostenibile e poi si investe. Economicamente potrei portare domani il Campobasso in B, ma cosa rischieremmo nel caso non ci arrivassimo? Meglio vent'anni di sostenibilità che uno-due-tre anni non sostenibili"