Ultimissime Calcio Napoli-La sconfitta interna contro l'Arsenal al debutto stagionale del Napoli in Champions League ha riacceso i riflettori sui limiti strutturali della rosa partenopea, evidenziando una parabola discendente a livello internazionale che va avanti gradualmente come sottolineato da Paolo Condò negli studi di Sky nel post partita del Maradona.

«Quattro anni fa il Napoli conquistava lo scudetto guidato da Spalletti con un gruppo in cui figuravano già Politano, Rrahmani, Di Lorenzo, Spinazzola, Lobotka, Meret e Olivera. Parliamo degli stessi elementi scesi in campo stasera. Certo, pesava l'assenza di McTominay, ma il punto è un altro: il club ha avuto a disposizione interpreti di altissimo livello che nel tempo sono stati ceduti, senza però essere rimpiazzati da talenti di pari caratura anno dopo anno.
È un discorso che vale soprattutto in ottica europea, più che per il campionato italiano. Quei giocatori, quattro anni più tardi, sono ancora la spina dorsale della squadra, ma con quattro anni di esperienza e usura in più sulle spalle.
Di stagione in stagione il Napoli ha perso campo fuori dai confini nazionali. Spalletti ha trionfato grazie alle fiammate di Kvaratskhelia e Osimhen, mentre Conte ha conquistato il titolo appoggiandosi a un Lukaku ideale per il contesto della Serie A».