01-12-2025
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Ultime notizie Napoli - Umberto Chiariello è intervenuto ai microfoni di Canale 21 con il suo consueto editoriale dopo Roma-Napoli 0-1.
"Diceva Lucio Anneo Seneca che la fortuna teme i forti e schiaccia i paurosi. E Antonio Antonio Conte non è un uomo d'avere paura. ha perso i pezzi per strada continuamente. Stucchevole la discussione se deriva dalla preparazione, dagli allenamenti. Non ci entro proprio in questo ambito, anche perché non avrei la preparazione nelle conoscenze del caso specifiche e non mi avventuro in giudizi come fanno in tanti. Solo che i pezzi si sono persi fino all'ultimo perché lunedì si opera Gilmour a Londra per un tema diverso dai soliti problemi muscolari. Pubalgia. Napoli non ne ha più a centrocampo non ne ha più è rimasto con due fiori e che fiori. Questi sono gli unici che ci sono rimasti e quando Scott McTominay è caduto al suolo, infortunato per una botta alla caviglia, siamo sobalzati col fiato sospeso dalla sedia perché è come quando Mertens rimase unico fiore in attacco, ogni volta che andava a terra rimanevamo col fiato sospeso. E quindi il il monito di Seneca per Antonio Conte è stato evidentemente quello che lo ha guidato nella tre giorni di riflessione di Torino post Bologna.
Perché poi ci viene in soccorso anche vista la serata che il Napoli sbanca Roma e va di nuovo in testa alla classifica, rischiava perdendo la partita di andare a cinque punti alla vetta. Pareggiandola usciva fuori dalla zona Champions, pensate un po', pareggiandola e invece di nuovo capoclassifica. Perché diceva Shakespeare che nelle cose umane c'è una marea che colta al flusso porta alla fortuna. Perduta l'intero viaggio della vita si arena nelle secche e le miserie. Ecco il flusso, la marea, il trend. Pronti via, si riparte con tre attaccanti, si cambia sistema di gioco. Il Napoli non giocava a calcio.
Col 4-5-1, di fatto aveva abdicato alla fase offensiva, non tirava in porta. A Torino zero tiri in porta, a Milano 38 minuti in vantaggio numerico zero tiri in porta e poi col Comoo abbiamo strappato quel punto preziosissimo con le unghie, con i denti, ma senza tiri in porta. A Lecce è bastata una spizzata di testa di Anghissà, ma neanche un tiro in porta. A Bologna un ragazzino di 17 anni si è preso il caffè perché nessuno gli tirava in porta. La riflessione ha portato a un Napoli diverso di Lorenzo liberato sulla fascia. La prima cosa Beukema a guardia del Fortino e davanti tre attaccanti, tre a far male, ad offendere e oggi il Napoli con gli stessi, squadra che vince non si tocca, ha ripetutamente offeso la Roma che non aveva idee e non trovava sbocchi e nel primo tempo il Napoli poteva anche farne di più, poi la controll controllata e stavolta l'ha controllata anche bene e come spesso accade poi nel finale i portieri ci mettono la loro nel bene e nel male e Milinkovic si è fatto trovare pronto passando da portiere di media squadra a 50 tiri in porta a partita a un tiro e una parata, quella decisiva.
Gli esterni di attacco del Napoli hanno vinto i duelli individuali al contrario dei calciatori della Roma e lì già è un grande vantaggio. In mezzo al campo non c'è stata storia e e quando tu fai una partita anche a livello proprio di di personalità, ma anche a livello di corsa, perché poi anche la Roma è una squadra che corre tanto, però sembrava proprio un altro un altro passo e forse con gli ultimi 20 minuti ha dato la possibilità alla Roma di rientrare un pochino anche quando non avevano le forze proprio perché tu ti sei abbassata anche con alcune sostituzioni. Però, insomma, mi sembra che la partita è stata sempre nelle mani del Napoli. La vittoria la vittoria è netta. Si è rischiato solo nel finale su quel tiro di Baldanzi dove è stato prontissimo Milinkovi? Savi?".
03/04/26, 17:40
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