Il ritorno di Scott McTominay rischia di complicare i piani di Massimiliano Allegri. Nel suo editoriale a Campania Sport, su Canale 21, Umberto Chiariello analizza il nuovo Napoli dopo il 3-0 contro il Frosinone e solleva un interrogativo sul futuro assetto tattico degli azzurri: confermare il 3-4-3 o tornare al 4-3-3?
âIl Napoli ha vinto 3-0, per una volta tanto non di corto muso. Si è vista una squadra subito aggressiva, intenzionata a sbloccare la partita, con il baricentro più alto. Oggi non si può fare a meno di aggressione e riaggressione sistematica. Il Napoli è sembrato molto più votato all'offensiva. Con il rientro di Scott McTominay, il ritorno alla forma convincente di Kevin De Bruyne e di Rasmus Hojlund, le cose cominciano a prendere una diversa coloritura.
Aggiungiamoci un Di Lorenzo in grandissimo spolvero e il rientro di David Neres. E qui nasce il problema. Rinunciare ai tre attaccanti è per me impensabile, anche perché il Napoli ha questo tipo di giocatori. Però, se Allegri vuole mantenere il 3-4-3, deve fare i conti con una mediana nella quale ci sono Lobotka, Gilmour, McTominay, De Bruyne e Anguissa.
I posti sono soltanto due. Qual è l'alternativa se non vuoi perdere gli attaccanti? Tornare al 4-3-3, rimettendo De Bruyne nel suo ruolo originale di mezzala in coppia con McTominay, avendo come ricambio Anguissa e Gilmour, che si alterna con Lobotka. Però questo significherebbe perdere l'identità trovata col Frosinone, che sembra essere un abito che funziona. Badiashile ha mostrato di essere un giocatore valido e la difesa a tre con Rrahmani centrale sembra ben messa.
E allora il rebus di Allegri, già a partire dal Villarreal, sarà insistere sul 3-4-3, sacrificando nomi importanti, oppure tornare al 4-3-3 con una vocazione più offensiva, sacrificando Politano, ad esempio. Questo credo sia un po' l'Amleto. Io l'ho chiamato Capitano Tranchetto, ora lo chiamo Amleto Allegri, perché il rientro di Scott McTominay può scompaginare i piani tattici intravisti col Frosinoneâ.