L'editoriale di Umberto Chiariello sulle frequenze di Radio Napoli Centrale:
"Devo rifarmi a una frase che viene dalla letteratura, ma che ormai si usa tantissimo: «E il modo ancor m'offende». L'abbiamo già applicata per Napoli-Roma. Questa categoria di pensiero non riguarda solamente il risultato nudo e crudo, altrimenti basterebbe guardare il tabellone del Malacco Panini e giudicare da quello. Bisogna valutare anche quello che si vede in campo.
Un pareggio in rimonta, con un gioco spettacolare. Chiedete ai romanisti, per esempio: come avete vissuto il 3-3 di Napoli? L'hanno vissuto come una vittoria. Hanno una squadra forte, che non si arrende, rimonta, dà spettacolo e mostra carattere e personalità . Nessuno dei romanisti ha detto: «Eravamo in vantaggio 2-0, poi il Napoli ci ha messo sotto. Per un'ora siamo stati in balia degli avversari, che sono stati nettamente superiori». Niente di tutto questo.
«Gollini ha preso un gol da Capri», mi ha detto un romanista. «Il nostro portiere ha subito un gol da Capri». Non hanno detto questo, però. Hanno parlato delle parate di Svilar, di tutto quello che è andato bene. I giudizi diventano faziosi, di parte: tutto bianco, tutto nero. In questo caso tutto bianco per i romanisti, che stanno vivendo una grande stagione. Hanno stracciato l'Udinese come una lama nel burro, tant'è vero che Runjaic è saltato.
I romanisti hanno vissuto il pareggio di Napoli come una grande vittoria. I napoletani, invece, prima della partita temevano la Roma come la peste bubbonica. Si usa ancora questa espressione? Il pareggio lo abbiamo vissuto come una mezza sconfitta, quasi una sconfitta vera e propria, perché abbiamo assaporato più volte il piacere della vittoria. Non essere riusciti a portarla a casa è stata una mazzata terribile.
Quindi, in quel caso il pareggio è stato anche positivo, forse sì, ma «il modo ancor m'offende», perché è una costante di questa stagione: il Napoli si fa rimontare. à successo contro l'Inter, contro la Fiorentina, contro il Villarreal, che ci ha rimontato e superato, contro la Roma e contro il Monza. Lasciamo perdere che poi quella partita l'abbiamo vinta con un secondo tempo di livello.
Ieri, invece, il Napoli ha perso a Torino contro la Juventus. Ma il modo ancor m'offende, perché, pronti via, si è vista una Juve tremebonda, che picchiava come una provinciale disperata.
Gli occhi spiritati di Spalletti erano il segnale della disperazione in cui viveva la Juventus, che era arrivata all'ultima spiaggia. Spalletti si giocava la panchina e ha schierato una formazione scombiccherata, con un 3-4-1-2 nel quale Alajbegovi? avrebbe dovuto fare il trequartista, ma di fatto si ritrovava sulle piste di Di Lorenzo, costretto a fare il difensore.
Nel primo tempo la Juve era disorganizzata, una squadraccia. E noi non siamo stati capaci di approfittare di una squadra allo sbando. Guardando la Juventus di ieri, mi sono chiesto: «Ma quando ci ricapita un'occasione così?». Una Juve più scarsa di quella vista ieri non me la ricordo.
Il portiere è buono. Sì, Vicario è buono. à degno della Juventus? Abbastanza. Non è uno dei più grandi portieri della storia juventina, ma è un buon estremo difensore, un nazionale. Va bene.
I tre difensori centrali, vogliamo parlarne? Kalulu è da Juve, una buona riserva. Lucumà è da Juve, una buona riserva. Bremer è da Juve, ma sta giocando malissimo. à il loro Rrahmani: come il nostro difensore, sta attraversando un momento negativo, ma resta un giocatore da Juventus.
Finora ne abbiamo individuati due su quattro. E i due terzini? McKennie e Cabal. Cabal non è neanche un giocatore da Serie A: forse stava bene a Verona, ma non è da Juventus. McKennie può essere un giocatore da Juve, un jolly, ma non certo un titolare in una Juventus forte. Come terzino, poi, non è da Juve.
Douglas Luiz era un esubero e non è da Juve. Koopmeiners è un flop clamoroso: all'Atalanta era formidabile, ma si è rivelato un bidone nella storia juventina. Quel centrocampo non è da Juventus.
Sono da Juve Kolo Muani e Vlahovi?? Ma neanche per sogno. Non sono da Juve. Quanti erano, ieri, i giocatori da Juventus in campo? Vicario, Bremer e il talento che volevamo prendere anche noi, ma che non siamo stati capaci di acquistare: Alajbegovi?. E McKennie. Tre e mezzo, forse quattro con Kalulu. Cinque giocatori non sono da Juventus.
E noi, contro questa squadraccia, sull'orlo di una crisi di nervi, abbiamo prodotto appena due palle gol nitide.
Lucca, finalmente, si fa vedere in area di rigore: batte Bremer, ma Vicario compie una paratona. Poi scompare. Si muove discretamente per dieci minuti, si procura l'ammonizione di LucumÃ, fa una bella finta, gli va via e sembra un giocatore diverso. Poi, però, sparisce nuovamente.
Lang è un fantasma. Ha una palla gol clamorosa e la butta alle stelle. Il Napoli produce due occasioni nei primi venti minuti, ma ne concede tre: il palo di Cabal, colpito di spalla, anche se Meret non avrebbe potuto farci nulla, e l'occasione di Alajbegovi?, che si gira e calcia con lo specchio della porta spalancato, mandando il pallone in curva. Al 47', però, Alajbegovi? sta per fare gol e Meret compie una grandissima parata, pareggiando il miracolo di Vicario.
Primo tempo: tre palle gol per la Juventus, due per il Napoli. Complessivamente, però, in una partita brutta e giocata sottotraccia, come l'ha definita Spalletti, il Napoli è stato più o meno accettabile. Un primo tempo brutto, ma passabile.
Mi sto chiedendo se negli spogliatoi, al posto del tè, abbiano dato ai giocatori un sonnifero, una camomilla rinforzata. Forse hanno sbagliato le dosi. Non ho idea di cosa sia successo.
Una volta il professor Vecchiet, nella Nazionale del 1982, dava la creatina per dare un tono ai ragazzi dell'Italia, che poi disputarono un Mondiale strepitoso. Qui, invece, abbiamo dato qualcosa che è l'esatto contrario. Forse gli abbiamo dato la «cretina», perché soltanto quella possono aver preso negli spogliatoi, se poi hanno disputato un secondo tempo così cretino, insulso, becero e inguardabile.
Il Napoli non tira mai in porta. «Ma sono usciti De Bruyne e Di Lorenzo». E allora? Gli altri nove non erano in campo? «Ma sono entrati due ragazzi della Primavera». Eppure non avete sempre detto che Gilmour dovrebbe giocare titolare? Siete in tanti a volerlo nell'undici iniziale?
E Rrahmani non è più il signore della difesa? Marianucci, adesso, non si può guardare e si è anche fatto ammonire. Ho capito, ma abbiamo perso soltanto per questo motivo?
O forse Spalletti si è ravveduto del suo clamoroso errore di regalare due cepponi al Napoli? Perché, in questo momento, non penso che Vlahovi? sia così scarso. A Napoli mi sarebbe perfino piaciuto. à un giocatore, però, calato in una realtà terrificante, nella quale è totalmente bloccato. Koopmeiners, invece, è proprio inguardabile. Come si dice a Napoli, è uno «scemo ca va a sbattere»: gli metti una sedia davanti e lui ci va a sbattere. In area di rigore è inesistente, non ha strisciato un pallone. Koopmeiners era praticamente un uomo in meno per la Juventus.
Rafa Marin e Marianucci se lo stavano sgranocchiando a colazione. Spalletti lo toglie e passa al 4-3-3, facendo qualcosa di più logico. Riporta Alajbegovi? in attacco e inserisce Zhegrova a destra.
Guarda caso, Zhegrova si beve Olivera. Arriva il pallone ad Alajbegovi?, che mette la freccia e saluta Anguissa, il quale gli fa praticamente ciao con la mano, pensando che ci sia qualcun altro dietro di lui pronto a intervenire. Dietro, però, c'è Marianucci, che si chiede: «Ah, Zambo, ma che fai? Lo lasci andare? E io adesso che devo fare?». E rimane fermo.
Avete visto il gol del Villarreal? Ve lo ricordate? Il terzino che avanza, avanza e avanza ancora. Ma qualcuno va a fermarlo? Si pensa: «Adesso si fermerà ». Invece quello prende, tira e fa gol. Alajbegovi?, invece, lascia partire un tiro pazzesco di sinistro, imparabile.
Soltanto una prodezza individuale può cambiare una partitaccia, brutta, tra due squadre che non tirano in porta. Perché, tolte le parate di Vicario e Meret, i due portieri non hanno praticamente toccato palla.
Poi esce Alajbegovi?, entra Boga e ci fa vedere i sorci verdi, perché sulla nostra fascia manca Marianucci e non abbiamo nessuno con cui sostituirlo. Il Napoli passa a un'improbabile difesa a tre, con Beukema a sinistra, Rrahmani a destra e Rafa Marin centrale.
Da quella parte il povero Vergara si vede sfrecciare gli avversari da tutte le parti. Boga arriva al tiro tranquillamente, nonostante un tentativo di disturbo, e segna un altro gol. Entrambe le reti sono state realizzate con l'effetto Magnus.
Ora andate su Wikipedia, chiedete all'intelligenza artificiale, consultate i manuali: dove vi pare. Che cos'è l'effetto Magnus, che nel calcio si applica nei cosiddetti tiri a giro?
Una volta si parlava semplicemente di tiro a effetto. Quando il pallone non viene colpito di collo pieno, ma di esterno collo o di interno collo, con un impatto laterale, acquisisce una rotazione. Ã proprio questa rotazione a produrre il cosiddetto effetto Magnus.
Per ragioni fisiche che non sto qui a spiegarvi, ma che vi invito ad approfondire, la rotazione del pallone, in relazione alla pressione atmosferica e all'aria che lo circonda, determina una traiettoria particolare: la palla sembra uscire, per poi rientrare verso la porta.
Il portiere si distende, ma il pallone supera l'ampiezza delle sue braccia e poi rientra, finendo in rete. Quando arriva un tiro potente, preciso e carico di effetto Magnus, il portiere è praticamente battuto. Può provare con la mano di richiamo o con quella di destinazione, ma non può fare molto.
Tra l'altro, non ha neanche il tempo di effettuare il passo di spinta per darsi slancio. Il tiro è improvviso e non gli consente di preparare il movimento. Deve lanciarsi da fermo e arrivare dove può.
Meret si allunga in entrambe le occasioni, ma non può arrivarci. Sono conclusioni imparabili. Eppure derivano da una situazione che si ripete continuamente: ci sono sempre calciatori che contro il Napoli segnano da quelle posizioni. à successo con il terzino del Villarreal, con Soulé, con Alajbegovi? e con Boga.
Quante prove dobbiamo ancora avere del fatto che il Napoli si allena male nella fase difensiva? Si allena male, anzi, non si allena proprio, perché gioca ogni tre giorni. Ma quante volte dobbiamo ripetere che il Napoli non riesce a coprire gli spazi enormi che lascia tra centrocampo e difesa? Nessun difensore sa rompere la linea e andare a impattare sull'avversario. Nessun centrocampista riesce a svolgere adeguatamente questo lavoro di copertura. L'unico che sa farlo è il «firmware box», che si chiama Stanislav Lobotka.
Vogliamo parlarne? E soprattutto, dove sta l'anima di questa squadra? Una squadra che non prova a rimontare, non prova a tirare, non prova a vincere la partita. Sembrava che tutti si stessero adagiando sullo 0-0, che andava benissimo, salvo poi arrendersi all'intuizione di un giocatore capace di cambiare il senso della partita.
Ma De Bruyne ieri ci ha dato qualcosa?
Non parlatemi di McTominay, che ha corso tanto e a vuoto. Lui può fare gol perché è devastante quando entra in area, ma bisogna metterlo nelle condizioni di arrivarci.
Lucca ha avuto una sola palla giocabile e ha fatto un gran colpo di testa. Non è certo lui l'uomo che può fare la differenza.
Dove sono i calciatori del Napoli capaci di fare la differenza? Lang che cos'è? Che pesce è? à un giocatore inutile dal punto di vista tattico e tecnico, almeno per quello che sta mostrando. Non è il Lang che abbiamo acquistato, ma oggi questo è il giocatore che abbiamo e che deve scendere in campo. Bisogna dargli fiducia comunque, perché non abbiamo alternative.
Adesso è il momento di utilizzare Vergara, senza se e senza ma. Bisogna inserirlo senza sacrificare Politano. Però contro il Porto non sono partiti né Olivera né Di Lorenzo. Piove sul bagnato.
Non so come stiano De Bruyne, Anguissa e Rrahmani, ma siamo davvero con i cerotti.
La situazione è drammatica. Se il Napoli perde contro il Porto e la Lazio passa al Maradona, in questo momento fa paura. Non so se Allegri abbia ancora un futuro a Napoli, perché la situazione rischia di diventare irrimediabilmente fallimentare.
Siamo già sull'orlo del precipizio, se non siamo addirittura andati oltre. Bastano due spallate e crolliamo nel burrone. Allegri adesso deve inventarsi qualcosa. Deve scattare l'orgoglio di questi ragazzi, perché se si perdono queste due partite la stagione finirà con il marchio del fallimento, scritto a caratteri cubitali sulla porta.
Per De Laurentiis sarà dura risalire questa volta. Non ha plusvalenze da realizzare, non ha in dote Kvaratskhelia, Osimhen o Raspadori. Non ha più i soldi della Champions e la situazione degli stipendi è piuttosto tesa.
Forse questo è il momento più difficile dell'era De Laurentiis, persino peggiore di quello successivo all'addio di Spalletti e all'arrivo di Garcia. Anche allora, però, c'erano risorse economiche per ripartire. Adesso non so se ci siano le stesse possibilità .
La squadra deve dare una mano alla società per arrivare a dama. Ma con nove punti di distacco dalla zona Champions e un Napoli che sembra una lumaca, non posso essere ottimista.
Mi dispiace, ma con tutta la buona volontà , in questo momento non possiamo mettere a tacere la ragione. La ragione ci deve portare a dire che la situazione è drammatica, sportivamente parlando. Soltanto un colpo di coda può evitare la catastrofe, perché questa è la settimana della resa dei conti.
Ora o mai più"