CDS, Mandarini a CN24: "Kvara poco incisivo e Osimhen nel deserto. C'è un segnale che mi preoccupa"

Le Interviste  
CDS, Mandarini a CN24: Kvara poco incisivo e Osimhen nel deserto. C'è un segnale che mi preoccupa

Fabio Mandarini ai nostri microfoni

Notizie Calcio Napoli - Il collega del Corriere dello Sport, Fabio Mandarini, è intervenuto ai nostri microfoni nel corso della trasmissione CN24Live:

“Già alla prima a Frosinone la squadra aveva già lasciato trasparire qualche difficoltà soprattutto di qualcuno come Lobotka, e da lì è parso chiaro quanto questo Napoli avesse bisogno del talento dei singoli e questa è la cosa che preoccupa di più. La squadra ha perso soluzioni collettive e la certezza dui stritolare gli avversari con gioco, palleggio e imbucate. C’era anche la famosa pallata di Spalletti ma era l’ultima soluzione. Invece ora nelle ultime 4 hai avuto dei lampi dati dal talento dei singoli, il Napoli a Genova non ha perso perché salvato dalle giocate di Raspadori, Politano e Zielinski. Quando una squadra dipende da questi lampi fa la fine del temporale, che inizia e finisce. L’anno scorso dava l’idea di un ciclone, una cosa continua e un gioco costante. Nello scorso campionato la sconfitta con la Lazio è arrivata paradossalmente per via del gioco. Quest’anno ho visto solo tanta confusione.

Mi viene difficile trovare analogie con la squadra della scorsa stagione, parliamo di due impostazioni completamente divere. L’assenza di Kim pesa tantissimo, se giochi con la difesa così alta serve un paracadute e quello era il ruolo del coreano; quest’anno non ha quel paracadute e hai perso il primo punto di equilibrio. Qualche interprete è in calo fisico, Anguissa è stato il peggiore in campo contro il Genoa e tra i peggiori anche contro la Lazio. La nuova posizione e le funzioni di Lobotka fanno si che ci si debba abituare, il nuovo modo di giocare degli esterni fa capire come nessuno abbia ancora assimilato il gioco. La resazione di Kvaratskhelia alla sostituzione ti dà la misura di un disagio, ha avuto una reazione e questi sono segnali. Dal punto di vista tattico viene sempre dentro e ha perso incisività, Osimhen era nel deserto e non gli è arrivato un pallone, quello che chiede l’allenatore non è stato assimilato. L’anno scorso ci sono stati due mezzi passi falsi (pareggi contro Lecce e Fiorentina, ndr.) ma il Napoli comunque giocava, ci provava. Il primo tiro nello specchio al 72’ contro il Genoa mi sembra un segnale preoccupante.

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