A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio, è intervenuto Alessandro Giudice, analista economico del Corriere dello Sport.
Ecco le sue dichiarazioni: "Lâamministratore che riceverà deleghe, Scanavino, non viene dallâindustria sportiva: quello scelto è un governo tecnico, non câè nulla di politico rispetto alla volontà dellâazionista. à un consiglio di professionisti indipendenti. Quando si ricorre al governo tecnico? In Italia ne abbiamo qualche esperienza e lo si fa quando la situazione è difficile, la politica non sa cosa fare, e ci sono da prendere decisioni più o meno impopolari, secondo me durerà vari anni.
Rabiot? Lâemblema del vecchio corso, quando si davano contratti principeschi a giocatori buoni. Mi ricorda Kessie del Milan che, quando è diventato un giocatore di livello, è andato via. La Juventus dovrà proseguire sulla strada di un risanamento dei conti che è stato fatto a macchia di leopardo. La Juventus ha una situazione incerta ed anche il processo di risanamento non è fatto di certezze: se parteciperà alle coppe è una cosa, se non lo farà è tuttâaltra. Se la Juventus sarà penalizzata dalla giustizia sportiva italiana e, magari, perderà qualche posizione e perderà la Champions League, bisognerà tenerne conto.
Nuovo processo sulle plusvalenze? Mi sembra fondato il fatto che ritengono ci siano elementi nuovi, non câerano intercettazioni e 14 nuove pagine sullâinchiesta Prisma. Oggi il clima è cambiato, quindi ignorare quanto sta accadendo nellâinchiesta Prisma della Procura di Torino darebbe un bel colpo alla credibilità del sistema. Tanti tifosi delle altre squadre potrebbero pensare: âAllora tutto è concessoâ. Questo è il distillato che il tifoso trae dalla questione.
Questione Osimhen? Il Napoli non è coinvolto perché per il Napoli vale ciò che fu la conclusione di quel processo sportivo che assolse tutti. Oggi, a carico del Napoli, non ci sono nuovi elementi. Per la Juventus e le altre 8 ci sono intercettazioni dei dirigenti della Juventus che sembrano alludere ad un sistema in cui i prezzi dei calciatori venivano determinati per finalità di aggiustamento del bilancio.
Questione più difficile da risolvere? Quella più politica, quella europea. Sono abbastanza convinto che alla UEFA non converrà usare la âmano pesanteâ con la Juventus perché altrimenti crea precedenti. Magari metteranno paletti più stringenti e la Juventus accetterà . Secondo me, câè molta paura di fare del male alla credibilità del calcio italiano, ignorare tutto significherebbe lasciare la sensazione di âtaralluccio e vinoâ, usare la mano troppo pesante lascerebbe uno strascico di vittimismo. Penso a punti di penalizzazione, faccio fatica a pensare a retrocessione o altro".