Careca: "Maradona a Napoli soffriva per un motivo. Giordano il più forte attaccante che ho conosciuto, Higuain in area fa paura, ma non è ancora Careca! Tevez aveva la cazzimma per giocare al San Paolo. Sul Napoli di Sarri..."
21:38
A Tv Luna, durante la trasmissione ADL, è intervenuto Antonio Careca, ex attaccante del Napoli. Ecco quanto evidenziato da CalcioNapoli24:
"Vincere a Napoli è molto più difficile, io ho vissuto 6 anni bellissimi, ho ricordi bellissimi di questa città: Napoli mi ha dato gioia e allegria. Napoli di Sarri? Gli azzurri hanno perso quest'ultimo impegno contro il Bologna, ma la squadra quest'anno c'è, sta facendo bene. Giocavo anche con la febbre: la sera prima della finale di Coppa Uefa avevo 39.4! Rapporto con Maradona? Era uno che nonostante mancava spesso agli allenamenti, in partita era concentratissimo e ti dava la carica: era un compagno perfetto, fu Moggi a realizzare il mio sogno di giocare con Diego Armando Maradona. Ambiente Napoli? Era difficile uscire, io però ho sempre amato uscire per prendere una birra, ma comunque la mattina dopo ero al campo d'allenamento anche in anticipo. Maradona amava uscire, andare a mangiare con la famiglia o da solo, a Napoli soffriva la difficoltà di farsi vedere in giro perché avevamo una responsabilità nei confronti dei tifosi, della società e anche dei giornalisti ma anche noi calciatori abbiamo una vita privata! Noi brasiliani siamo diversi dagli argentini, che invece sono molto più simili ai napoletani: Diego anche in Argentina non poteva uscir di casa, mentre è stato a casa mia in Brasile per più di un mese dopo che l'Argentina uscì dai Mondiali e poteva camminare tranquillamente per strada. Ferlaino? L'ho sentito domenica, è stata una bellissima emozione, aveva dei dubbi su di me quando si parlava di me in ottica Napoli. Giordano? È il più forte attaccante che ho conosciuto: quando arrivai a Napoli scelsi 'la 7' per lasciare a Bruno che era più grande di me la numero 9. Bianchi? Non credo fosse in cattivi rapporti con i suoi calciatori nell'87-'88: era uno con cui si lavorava duro ma non ho mai avuto problemi con Ottavio. Lui mi disse, quando ancora non riuscivo a parlare in italiano, che l'unica parola che dovevo conoscere bene era 'lavoro, lavoro, lavoro!'. Il mio preferito da calcio di punizione? Branco tirava più di potenza e con effetto, Zico e Diego sono pari merito: il mancino è più bello da vedere, però anche il destro di Zico era fantastico. San Paolo? Per giocare a Napoli in generale devi avere un carattere forte, molta personalità: è molto simile al Corinthians, i tifosi sono sempre vicini alla squadra e molto calorosi anche dopo le sconfitte. Chi gioca a Napoli deve avere personalità e grinta: prima di acquistare calciatori devi vedere prima se hanno grinta. Per me Tevez era un calciatore da Napoli, ha quella cattiveria agonistica, quella 'cazzimma' che devi avere per poter giocare a Napoli. Suarez? È un campione come Gonzalo Higuain: il Pipita mi fa impazzire quando ha la possibilità di giocare nell'area di rigore avversaria, quando esce perde un po' ma lo fa perché la palla non gli arriva. Conclude bene con entrambi i piedi, quando gioca in area avversaria è devastante. Io con Higuain? Potevamo giocare insieme sicuramente, come ho giocato con Romario: lui centrale e io mi muovevo ruotando attorno a lui. Trofei vinti con il Napoli? I napoletani tengono tantissimo allo scudetto, ma io fui più contento di vincere in Europa, la Coppa UEFA, perché significava portare il Napoli a vincere anche in Europa.
Vincere a Napoli non ha prezzo, non ci credo che nell'87-'88 qualcuno possa essersi venduto lo scudetto! Careca o Van Basten? Pari, anche se lui era velocissimo nonostante fosse alto. Careca o Higuain? Careca è ancora avanti a lui, ma è giovane: può ancora fare molto qui a Napoli.
Bologna-Napoli? Stare in vetta è difficile, tutti i 90' bisogna tenere la concentrazione alta per vincere: gli azzurri volevano chiuderla nei primi 10 minuti e il Bologna ha fatto una grande gara sfruttando le situazioni di gioco che il Napoli ha concesso, segnando in contropiede e su calcio d'angolo. Gli azzurri non mi sono apparsi stanchi, volevano vincerla subito e non hanno avuto la pazienza di attendere il momento giusto per segnare e hanno preso gol in contropiede. Napoli-Roma? Arriva nel momento perfetto, c'è la giusta rivalità tra le due squadre e tifoserie ed è la partita perfetta per gli azzurri di dimostrare la loro superiorità alla Roma: il Napoli deve vincere, con una vittoria gli azzurri tornano di nuovo all'euforia del post Napoli-Inter".

