Ultime notizie Napoli - Antonio Capone, oggi 73 anni, è stato un ex calciatore del Napoli. In azzurro in ben due occasioni, dal 1977 al 1981 e poi qualche presenza nella stagione 1982/1983, dopo un prestito alla Pistoiese.
Intervenuto ai microfoni del Corriere del Mezzogiorno, ha rilasciato un'intervista. Di seguito uno stralcio delle sue dichiarazioni:
"Io ero un fantasista, un dribblomane. Un po’ come George Best. In quella stagione Chiarugi ebbe un po’ di problemi fisici e l’allenatore dell’epoca Gianni Di Marzio mi diede subito fiducia. Mi chiamavano il brasiliano perché non ero forte fisicamente ma sapevo trattare il pallone.
Nella stagione 1979-1980 andammo a giocare a Liegi contro lo Standard per i sedicesimi di Coppa Uefa. Mauro Bellugi ci portò a girare per la città. Ricordo che c’erano le donne in vetrina, ma notammo anche un negozio dove c’erano le maschere di personaggi famosi. Io ne scelsi una di Jimi Hendrix con il pizzetto, occhiali scuri e capelli ricci e mi feci prestare l’impermeabile bianco da Agostinelli. Sembravo un arabo e con la complicità del vicepresidente Punzo mi presentai a Ferlaino: dissi che ero interessato ad alcuni calciatori del campionato italiano e anche alla squadra.
Arrivò in taxi, io stavo nella hall dell’albergo del ritiro insieme a tanti giornalisti napoletani. Farfugliai qualcosa in un finto arabo condito da qualche salam, ma alla fine mi uscì di parlare in dialetto. Ferlaino alla fine mi riconobbe, ma non si arrabbiò. Chiuse l’episodio con un “sei sempre il solito Capone”. A Liegi segnai anche il gol del 2-1, poi pareggiamo a Napoli e venimmo eliminati".
Vivevo a Ferrara e giocavo in Eccellenza, il Napoli venne ad affrontare la Spal. Telefonai a Carmando perché volevo conoscere Diego. Gli azzurri erano in ritiro e davanti all’albergo c’erano decine di tifosi. La cosa incredibile è che tutti i sostenitori mi riconobbero, mi strinsero le mani Maradona dormiva in un’altra ala dell’albergo. L’argentino arriva dopo una mezz’ora, esce dall’ascensore e Carmando mi presenta: “Diego questo è Capone”, sbarrò gli occhi e mi salutò con affetto. Mi trattò come se fossi stato io il fuoriclasse. Maradona mi conosceva, aveva visto alcuni miei filmati e questo per me è stato uno dei momenti che mi porterò sempre nel cuore".
