Calcio e cultura dell'alimentazione, ma anche l'importanza della famiglia e della scuola quali istituzioni sociali per avvicinare i giovani alle attività motorie. Di questo ed altro, s'è fatta portavoce Pina Tommasielli, Assessore allo Sport di Napoli, nel corso della conferenza stampa di apertura della Fiera internazionale S.E.B.S, il più grande evento interdisciplinare del Meridione, organizzato da Mario Sansoni, in corso presso la Mostra d'Oltremare il 25 e il 26 maggio. CalcioNapoli24.it l'ha intercettata, in esclusiva, per parlare della questione "San Paolo".
A che punto sono i lavori per l'agibilità dello stadio in vista della prossima Champions League?
"Ieri la commissione UEFA è stata sul posto e ha fattivamente verificato che i lavori stanno procedendo come previsto e in perfetta linea con quanto concordato nell'incontro di febbraio. Abbiamo l'ok,e il commissario tornerà a metà giugno per darci il suo parere definitivo. Dal canto nostro, intanto, operiamo alacremente per consentire l'agibilità entro tempi brevi, e pertanto mi sento di escludere grossi problemi e di dissentire con l'allarme più volte lanciato dai dirigenti del Calcio Napoli".
Dunque, scongiuriamo definitivamente l'ipotesi Palermo?
"Senza ombra di dubbio. Il 'Barbera' è stato inserito nel modulo UEFA semplicemente perché la federazione richiede, per protocollo, un secondo stadio di riferimento, e in quel momento il San Paolo non risultava agibile. Insomma, si è trattato solo di un'indicazione cautelativa sulla quale alcuni giornali hanno poi speculato".
E dell'ipotesi Caserta, invece, cosa ci dice? Quanto c'è di vero?
"Di certo non è un'indicazione del Comune. Noi abbiamo sempre chiesto, e continuiamo a farlo, uno stadio nuovo a Napoli o, in alternativa, la ristrutturazione dell'impianto di Fuorigrotta. Il motivo è semplice: i tifosi non devono assolutamente essere costretti ad andare fuori città per seguire la loro squadra".
A proposito di restyling, i progetti in ballo sono due, ed uno, molto affascinante, porta la firma del consorzio Astaldi...
"Più o meno è così. Siamo in una fase molto interlocutoria, dal momento che abbiamo bisogno sì di progetti e condivisione, ma soprattutto della partecipazione diretta dell'SSC Napoli, unitamente, magari, a quella di qualche imprenditore interessato".
Cosa manca al raggiungimento di un accordo anche solo 'pro forma'?
"Questa Amministrazione sollecita da tempo il presidente De Laurentiis, auspicando che cominci a dare qualcosa di vero a questa città. Una città che ha bisogno di fatti e non di parole. Il Napoli ha il dovere di portare avanti iniziative reali e realizzabili con la città e per la città. Perché se è vero che la Società ha dato molto a noi tutti in termini di lustro sportivo, è altrettanto vero il contrario: i napoletani, anche in un momento di grande difficoltà, non hanno mai fatto mancare il loro calore e sostegno alla squadra; lo stadio è sempre pieno, anche durante le amichevoli, e sarebbe ora che restituissero loro qualcosa di concreto".
In altre parole: è apprezzabile, ma non basta, sostenere Città della Scienza e promuovere iniziative come la Clinica dello Sport...
"Esatto: Napoli ha bisogno di altro nell'immediato".
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