Notizie Napoli - Carlo Alvino, nel corso del suo editoriale âDillo ad Alvinoâ, in onda alle ore 12 su Teleclub Canale 77, ha acceso i riflettori sulle difficoltà organizzative che stanno accompagnando i tifosi azzurri verso la trasferta di domenica a Firenze. Prima, però, uno sguardo al campo. Il Napoli sarà impegnato alle 12.30 in una gara che Alvino considera importante per dare seguito al successo ottenuto contro il Bologna.
«Domenica il Napoli scende in campo a Firenze. à una trasferta delicata per dare continuità alla vittoria contro il Bologna. Fin qui il campo. Fuori, invece, va in scena lâennesimo scandalo organizzativo ai danni dei tifosi del Napoli. E sono costretto a dirlo: ci risiamo».
Al momento dellâeditoriale, poco dopo le ore 12 di giovedì, Alvino ha segnalato che i 300 tagliandi destinati al settore ospiti non risultavano ancora disponibili, a soli tre giorni dalla partita. «I biglietti non sono ancora in vendita. Zero comunicazioni, buio totale». Una situazione che il commentatore ha accostato a quanto già accaduto in occasione della prima trasferta di campionato, disputata a Genova lo scorso 22 agosto. Il problema, secondo Alvino, va ben oltre la semplice vendita dei tagliandi e riguarda le difficoltà concrete alle quali vengono esposti coloro che intendono seguire la squadra lontano da Napoli.
«Dovâè finito il rispetto per i tifosi? Dovâè finito il rispetto per la gente? Come può un tifoso organizzare un viaggio, i trasporti e la propria vita a pochissime ore dalla partita senza sapere se potrà entrare o meno allo stadio?». Da qui la critica nei confronti dellâorganizzazione del calcio italiano e della distanza che, secondo Alvino, esiste tra i messaggi con cui viene promossa la partecipazione del pubblico e le condizioni con le quali i sostenitori devono concretamente confrontarsi. «Eppure i vertici del calcio italiano si riempiono la bocca di parole come âspettacoloâ e âportiamo le famiglie allo stadioâ. La verità è che dei tifosi, quelli veri che amano andare allo stadio, non importa niente a nessuno».