Il giornalista Carlo Alvino è intervenuto alla trasmissione CalcioNapoli24 Live, soffermandosi su alcuni temi caldi:
«Diciamo che questo finale di campionato ci ha riservato delle sorprese poco piacevoli. Anche io ero uno di quelli che pensava che ieri sera si potesse chiudere nel migliore dei modi questa qualificazione, blindando il secondo posto, che ho definito âil primo degli onestiâ, almeno per il Napoli. E invece il Napoli è caduto inaspettatamente, per quanto mi riguarda, perché ero convinto che potesse avere ragione del Bologna con motivazioni diverse, con la voglia di andare a âsbranare la predaâ e portare a casa il risultato.
Il Napoli mi ha deluso: lâapproccio è stato svagato allâinizio gara e ha concesso troppo al Bologna. à stato svagato anche nel finale di gara, quando poi prende il gol del 3-2 da Polli, un gol veramente âdi ferragliaâ, quindi delusione e rabbia. Però la mia visione è sempre accompagnata da un pizzico di sano ottimismo, nella speranza che domenica o lunedì, quando si giocherà , il Napoli possa chiudere questa pratica anticipatamente.
Questo pizzico di ottimismo non deve mai mancare, altrimenti ci facciamo una settimana di âfegatoâ a base di pozzi avvelenati, e sinceramente non se ne avverte il bisogno.
Il lato positivo, se câè qualcosa passato sotto traccia per colpa del risultato di Napoli-Bologna, è che comunque câè un risultato positivo. Una risposta che conferma un buon colpo da parte del direttore sportivo Giovanni Manna: al di là del gol, è un ragazzo che cerca sempre lâuno contro uno. Deve migliorare, perché sbaglia quasi sempre lâultima scelta. Su questo si può lavorare.
Il lato positivo è questo, mentre il lato negativo è la manovra offensiva: comunque è stata diversa e migliore rispetto al recente passato, con due gol e altre occasioni create. Qualche segnale positivo câè, così come il ritorno in campo dopo 100 giorni del capitano, un giocatore mancino.
à stato proprio quello che non ci si aspettava: una squadra un poâ in balia di un Bologna che non ha fatto nulla di trascendentale, ma che ha comunque segnato due gol e colpito un palo. La partita poteva chiudersi già a fine primo tempo.
Non vorrei però che il Napoli e Conte restino prigionieri del contratto. Sarebbe una giungla se si continuasse solo per obblighi formali. Deve continuare come auspico, perché il livello di Antonio Conte è altissimo: in giro non ne vedo tanti così.
Se si deve proseguire, lo si fa non perché vincolati dal contratto, ma con la voglia di restare competitivi, seguendo la linea della società verso il ringiovanimento della rosa, ma sempre restando competitivi e con lâobiettivo di capire se si può vincere.
Conte diventa il migliore dei migliori quando percepisce che lâobiettivo è alla portata. Quando invece capisce che lâobiettivo non è raggiungibile, allora cambia atteggiamento, come già visto dopo Parma-Napoli: lì, di fatto, si è quasi abdicato allo scudetto.
Questo significa che quando la squadra perde di vista lâobiettivo, Conte non riesce più a incidere come invece sa fare quando tutto è ancora possibile.»