Intervista ad Alisson Santos oggi sul quotidiano La Repubblica. L'attaccante brasiliano del Napoli, arrivato nella sessione di mercato invernale, ha raccontato tra le altre cose alcuni dettagli della sua infanzia in giro per il mondo, al seguito di suo papà calciatore.
Cosa rappresenta il calcio nella sua vita? "Tutto. Il calcio è stato la vita di mio padre e la mia da quand’ero piccolo. Sono cresciuto col pallone".
Quando ha capito che poteva diventare una professione? "Sin da piccolo. Era il mio sogno e sapevo di avere molta qualità: le persone mi guardavano giocare e dicevano che un giorno sarei stato un calciatore, come mio padre. Ci ho creduto sempre e ho lavorato duramente, per riuscirci".
Suo padre era centrocampista, lei attacca. "Papà era l’esempio, Neymar il modello. Guardavo sempre lui e volevo giocare nella sua posizione. Mi piace come punta l’avversario e spesso lo salta. Il dribbling mi viene naturale fin da quand’ero bambino".
È stato anche in Tunisia, quando suo padre giocava lì. "Ero piccolo, ci sono rimasto undici mesi. Sono nato a Itapetinga e mi sento brasiliano a tutti gli effetti".