Demetrio Albertini ha raccontato un curioso retroscena legato a Lionel Messi, incontrato nel 2005 durante la sua esperienza al Barcellona. L’ex centrocampista italiano era ormai nella fase finale della carriera, mentre l’argentino si affacciava appena nel calcio dei grandi.
Intervenuto al Festival dello Sport di Trento, nel panel “Le lezioni del campo”, Albertini ha ricordato il primo incontro con Messi, ammettendo di non conoscere ancora il giovane talento argentino. Un dettaglio emerso durante una presentazione organizzata dal presidente blaugrana Joan Laporta.
“Messi l’ho visto esordire: è il primo che ho incontrato al mio arrivo a Barcellona. Mi vergogno a dirlo, ma Laporta disse a Messi: ‘Leo, lo conosci questo nuovo giocatore che abbiamo preso?’. E lui: ‘Certo’. Poi chiede a me: ‘E tu conosci Leo?’. E io: ‘No’. Dopo cinque allenamenti pensai: ‘Ecco l’erede di Maradona'”.
Albertini ha poi spiegato cosa rendeva speciale quel Barcellona, soffermandosi soprattutto sul legame tra la squadra e il territorio. Secondo l’ex centrocampista, il successo di una grande formazione non dipende esclusivamente dai trofei conquistati, ma anche dalla capacità di costruire una forte identità.
“Tante volte le squadre che segnano la storia non sono solo quelle che vincono. Il senso di appartenenza è un valore che va difeso. Al Milan c’erano tanti milanesi o lombardi, al Barcellona tanti della Cantera. Anche al Bayern, all’Ajax c’era questo senso di appartenenza”.
Un ricordo che lega così due epoche differenti: quella di Albertini, protagonista con il Milan di Arrigo Sacchi, e quella di Messi, destinato negli anni successivi a diventare uno dei simboli più importanti della storia del calcio.