Prima gioia europea per Adam Ounas che ieri ha timbrato il cartellino contro il Lipsia. Una gioia effimera perchè la prestazione della squadra è stata a tratti inspiegabile. Nonostante la rete, l'ex Bordeaux non ha incantato. Anzi, ha dimostrato troppa discontinuità nell'ora di gioco in cui è stato impiegato. Il cruccio più grande di Sarri è la poca applicazione in fase difensiva del ragazzo che fatica ad immagazzinare i movimenti in fase passiva. Non a caso le statistiche difensive di Ounas ieri sera parlano chiaro: 1 duello difensivo su 3 vinto, 2 duelli aerei persi e 0 contrasti riusciti. In fase offensiva la cosa cambia totalmente con 1 gol su 1 tiro in porta provato e 4 duelli offensivi vinti su 5.
Prendersela con Ounas non avrebbe senso. Vero che un calciatore dovrebbe dare il massimo sempre, ma nel calcio le motivazioni sono decisive più di ogni cosa. Se il club ha tentato più volte di inserirti nello scambio con Politano questo significa che al momento ti considera poco. E' questo il vero peccato originale se vogliamo dircela tutta che pesa su Ounas e non solo. Pur rispettando Sarri, togliere il ragazzo dopo il gol è stata una mossa sbagliata. Se non gli si dà fiducia ad Ounas nemmeno quando segna, vorremmo capire quando bisogna darla. Con la sostituzione si può dire che ha ucciso psicologicamente il ragazzo e mandato un messaggio indiretto ai cosiddetti comprimari ieri in campo. Come a dire anche se fate bene stasera, avrete poche possibilità di avere un minutaggio congruo in campionato perchè ormai ho il mio gruppo di 14 giocatori.
Max Gazzè cantava "La favola di Adamo ed Eva" dove criticava la società, colpevole a suo dire, di pensare troppo a cose superflue e irraggiungibili tanto da pensare ad un futuro fantasioso piuttosto che darsi da fare e guardare al presente. Sarri e inconsciamente la squadra già a Kiev hanno dato la sensazione di preferire il campionato alle avventure infrasettimanali europee. La scelta dunque non è stata fatta ieri. Il presente si chiama campionato con 14 battaglie che aspettano il Napoli. Per vincere serve l'aiuto di tutti e non solo di pochi eletti. Anche al Napoli del primo scudetto servì l'aiuto di tutti (Volpecina, Caffarelli, Filardi e Carannante). Ounas ha ancora tanto da lavorare, ma un po' di fiducia in più non gli farebbe male.
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