Silenzi a CN24: "Maradona ci salvò da una multa di Ferlaino! Esperienza a Napoli? C'è una cosa che non rifarei" | VIDEO

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Autore Marco Lombardi Giornalista Professionista · Social Media Manager e Inviato Speciale

Intervista Andrea Silenzi a CalcioNapoli24

“A Napoli avrei potuto vivere meglio i rapporti che ho avuto col mondo esterno, inizialmente mi sono chiuso in me stesso”.  Andrea Silenzi parla ai microfoni di CalcioNapoli24 ripercorrendo la sua storia al Napoli. 

Un racconto che Silenzi ha fatto nella “Notte dei Leoni” con le Napoli Legends che hanno affiancato al calcio un progetto anche per il sociale: l’evento è infatti legato a iniziative di beneficenza sul territorio campano, con fondi destinati alla ricostruzione del Teatro del Carcere Minorile di Nisida e al sostegno della Fondazione Santobono Pausilipon, impegnata nell’assistenza pediatrica.

Silenzi a CalcioNapoli24, l’intervista all'ex attaccante

Ultime notizie SSC Napoli - Andrea Silenzi si è raccontato ai microfoni di CalcioNapoli24 TV dall’Hotel Palazzo Esedra, ripercorrendo le tappe principali della sua avventura al Napoli. Di seguito le sue dichiarazioni:

Dalla Reggiana al Napoli, quali furono le tue sensazioni all’epoca?

“Sensazioni stupende logicamente, venivo da un campionato fatto molto bene con la Reggiana dove avevo molte opportunità per andare in Serie A. C’erano Inter e Napoli che avevano fatto un passo in avanti rispetto alle altre società. Poi parlai con Moggi e gli diedi la mia parola, che era sacra come lo è adesso. E per questo venni a Napoli dove sapevo che avrei giocato col migliore al mondo, fu una scelta molto facile alla fine”.

Come fu il primo giorno insieme a Maradona e Careca?

“Io conobbi Diego prima di essere ufficialmente del Napoli, mi invitarono a Napoli e lui era in ritiro con l’Argentina. Non ricordo chi mi portò a conoscerlo, andammo all’hotel Vesuvio dove lui era in ritiro con l’Argentina. Ero emozionatissimo. Careca invece lo conobbi dopo il nostro ritiro estivo, arrivò con qualche giorno di ritardo a causa dei Mondiali. Da li è nata una sinergia con tutti”. 

Che ricordi hai della serata dell’esordio con la doppietta contro la Juventus?

“La cosa che mi ricordo è quando eravamo in pullman prima di arrivare allo stadio. Eravamo partiti da Soccavo e non riuscivamo a passare col pullman verso lo stadio. Mi chiedevo cosa stesse succedendo. Quando sono entrato poi al San Paolo che già era pieno, non riuscivo neanche a comunicare. Poi quando inizia la partita quello che c’è intorno passa un po’ in secondo piano.

Con la doppietta fui sia bravo che fortunato. Alla fine poi hanno lasciato il segno quei due gol. In tanti mi ricordano per quella partita. È un ricordo che custodisco gelosamente”.

C’è stato qualcuno sottovalutato nella rosa di quel Napoli?

“In quella rosa li c’erano tutti giocatori importanti, anche valutati per il valore che avevano. Se pensi a De Napoli, Francini, Crippa, Alemao…stiamo parlando di super top player. Quello scarso ero io (ride ndr.)”.

Maradona disse che ti avrebbe fatto arrivare in Nazionale. 

“Non era una cosa scontata, in nazionale poi ci sono arrivato ma col Torino. Però quando lessi quelle parole di Diego rimasi stupito”.

Cosa accadde nello spogliatoio quando arrivò la squalifica di Diego?

“Eravamo tutti sotto shock, Diego era un amico vero e si era sempre prodigato per tutti noi senza farci pesare la sua grandezza. Io dico sempre che tutti conoscono la grandezza di Diego in campo, ma la grandezza umana e a livello di generosità non la conoscono in molti. Era un top anche li”.

Ci racconti della multa ricevuta durante il ritiro quando andaste in discoteca senza permesso? 

“Noi eravamo al termine di un ritiro molto lungo. Eravamo stati prima in Trentino, poi in Veneto e poi ad Imola. Diciamo che fu una ragazzata, volevamo un paio d’ore per pensare ad altro. Siamo andati in una discoteca a Rimini per ascoltare un po’ di musica, ma non avevamo il permesso. La società ci fece una multa, ma Diego ce la fece togliere! Dopo la vittoria in Supercoppa ci pensò lui a parlare con i dirigenti e la multa fu eliminata. Chiese direttamente al presidente Ferlaino di poterci agevolare. Che poi sì, in quella circostanza avevamo sbagliato ma non è che facemmo chissà cosa”. 

Hai un rimpianto per la tua avventura a Napoli?

“Quando sono arrivato a Napoli dovevo giocare nella posizione di Carnevale che era andato via, ma lui ha caratteristiche diverse rispetto a me. Non avevo le caratteristiche per difendere come faceva lui. A Torino poi invece ho giocato da centravanti puro e sono riuscito a fare un pochino meglio”. 

C’è una cosa che non rifaresti nella tua avventura a Napoli?

“Quando sono arrivato a Napoli mi hanno messo un po’ di paura per i rapporti che potevo avere col mondo esterno, quindi con stampa, tifosi, pubblico e così via. Inizialmente sono stato un po’ chiuso. Dopo poi ho apprezzato Napoli e tutto quello che c’è intorno a Napoli. Persone, giornalisti, tifosi. Forse quello mi ha danneggiato un pochino perché avranno pensato chissà cosa, invece era un mio atteggiamento di protezione dovuto a qualcosa che mi avevano detto. Mi sono difeso troppo a livello di privacy e contatti, l’avrei affrontata in maniera diversa la cosa. L’esperienza viene con gli anni”. 

Centenario Napoli, qual è il tuo augurio per il club?

“Il Napoli è sempre cresciuto negli ultimi anni. Ha portato a casa 4 Scudetti da Maradona in poi, auguro agli azzurri altri 100 anni di successi”. 

Un ricordo che mi lega al Napoli?

“Ci siamo tanti divertiti, tante risate con gli altri giocatori. Eravamo come una comitiva tra ragazzi che escono insieme. Al di là delle pressioni, l’abbiamo vissuta in maniera serena e divertente. Ma andavamo molto d’accordo”. 

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