Ezequiel Lavezzi torna a Napoli, l'occasione è di quelle da sottolineare ed elogiare: la "Notte dei Leoni" dello scorso martedì 26 maggio 2026, con le Napoli Legends in campo allo stadio Maradona. Accanto al calcio, grande spazio soprattutto alla componente sociale: lâevento è infatti legato a iniziative di beneficenza sul territorio campano, con fondi destinati alla ricostruzione del Teatro del Carcere Minorile di Nisida e al sostegno della Fondazione Santobono Pausilipon, impegnata nellâassistenza pediatrica.
Ultime notizie SSC Napoli - Il Pocho Ezequiel Lavezzi si è raccontato ai microfoni di CalcioNapoli24 TV dal Grand Hotel Serapide la scorsa settimana, ripercorrendo le tappe principali della sua carriera in azzurro. Di seguito le sue dichiarazioni:
Pocho, bentornato a Napoli per un evento molto bello, con un fine nobile. Quanto è bello riunirsi e rivedersi tutti insieme?
"Penso che sia importante il fatto di poter stare tutti insieme in città , vedere la gente e ritrovare lâaffetto che hanno per noi e poi per una bella causa".
Qual è la prima cosa che fai quando torni a Napoli?
"Mi ritrovo con i miei amici che non vedo da tempo, ne approfitto per godermela".
L'arrivo con Hamsik, da giovanissimi. Quel Napoli fu quasi contestato per quegli acquisti. Cosa ricordi di quei momenti?
"Dovevo farmi conoscere e dimostrare lâopportunità che mi stava dando il Napoli. Credo che col tempo lâho fatto".
Ti ricordi come nacque la trattativa con il Napoli? Chi ti chiamò per comunicarti l'interesse degli azzurri?
"Mi chiamò per primo il mio procuratore per avvisarmi che mi voleva il Napoli, è stata una cosa veloce".

Eravate dei ragazzini quando siete arrivati. E un po' come oggi per McTominay che da quando è arrivato a Napoli ha cambiato stile, si dice che Napoli vi "cambia". Come se Napoli desse ad alcuni di voi uno stile diverso. Ti fa sorridere questa cosa o ti ci rivedi?
"Ã vero. Credo che stando in un paese diverso, con una lingua diversa, culturalmente diverso, si possano imparare tante cose".
Reja, Donadoni e Mazzarri. Come li definiresti?
"Tutti e tre sono stati bravissimi. Magari uno ha portato risultati, gli altri non hanno avuto la fortuna di poterlo fare. Cosa non funzionò con Donadoni? Donadoni è stato un bravissimo allenatore, ma non abbiamo avuto la fortuna di poter portare avanti quello che voleva lui. Con Reja ho avuto un rapporto bellissimo, ho dei bei ricordi. I fatti di Lisbona una leggenda metropolitana? Non è vero, sì (ride, ndr)".
Un gol memorabile col Napoli fu quello da terra in Napoli-Milan...
"Il gol contro il Milan? Non ci ho pensato, fino ad oggi non so nemmeno come lâabbia fatto!".
L'esultanza più bella?
"Lâesultanza a Cagliari forse la più bella, può darsi di sì. à stata una partita calda, lì era tutto difficile, siamo riusciti a portare avanti quello che volevamo".
Sempre contro il Cagliari ma in casa, ci fu l'episodio della pallonata ad Allegri.
"Sono cose che restano nel calcio, sono momenti in cui uno lo fa, ma oggi non sono dâaccordo con quanto fatto. Allegri al Napoli? Non lo so, non sono io a dover dire chi è adatto a diventare lâallenatore del Napoli!
Che ricordi hai delle notti Champions contro City e Chelsea?
"Ricordo il divertimento, i momenti belli. Quelle partite sono importanti e belle. Lâurlo Champions è stato bellissimo".
Quello era il Napoli di Hamsik, Cavani e te: i tre tenori.
"Lâunica cosa che posso dire è che si vedeva che ci divertivamo insieme. Com'è Hamsik fuori dal campo? Marek è una persona molto seria, un professionista. Lo conosco anche diversamente ma lo tengo per me!".
Chi è per te De Laurentiis?
"De Laurentiis è il presidente che ha portato il Napoli a diventare grande. Si vedeva già ai miei tempi che il presidente piano piano avrebbe portato il Napoli nel posto che lui aveva nei suoi piani".
Chi è stato invece Maradona per te?
"Maradona è lâidolo più grande dellâArgentina".
Ti sei mai sentito invincibile a Napoli? Amato così tanto che tutto ti è concesso.
"Sì. Non so se invincibile, ma qui avevo la sensazione, la voglia e la possibilità di pensare di fare cose che altrove non facevo. Lâepisodio con Navarro in motorino? No, io parlavo calcisticamente! Ma fuori dal campo mi sono divertito, anche, sì".
Arriviamo alle ultime settimane in azzurro. Si parlava del tuo addio già da qualche settimana prima che finisse la stagione, prima della finale di Coppa Italia. Arrivarono i fischi al San Paolo in Napoli-Siena.
"à una reazione della gente e va sempre rispettata. Se era già fatta col PSG? No, no, non me lo ricordo nemmeno sinceramente!".
Arriva poi la finale di Coppa Italia. Il primo trofeo dell'era De Laurentiis.
"à stata una partita bellissima, siamo riusciti a vincere un trofeo dopo tanti anni, ce lo siamo goduto tantissimo. Il mancato abbraccio ai calciatori della Juve in Coppa Italia? La verità è che sinceramente nemmeno ci ho pensato, mi è uscito così. La festa a Napoli? Abbiamo festeggiato tanto dopo la vittoria, è stata una gioia molto bella, sì bello!
Poi arrivò la trattativa col PSG.
"Non me lo ricordo sinceramente. Ma ritorno al San Paolo con la maglia del PSG è stato bellissimo, vedere la gente ancora e sentire urlare il mio nome è stata una cosa molto bella".
Il più forte con cui hai giocato nel Napoli?
"Marek Hamsik, Edi (Cavani, ndr).
Nel PSG? Ibra, Verratti... Ce ne sono tanti!".
Per il futuro del Napoli, c'è un argentino che consiglieresti oggi a De Laurentiis per il Napoli?
"Un argentino che mi piace è Zeballos, quello del Boca Juniors".

à l'anno del centenario del Napoli. Cosa auguri al club?
"Auguro sempre cose belle, di avere tutto quello che hanno e sempre di più. Quando penso a Napoli, cosa mi viene in mente? La città !".
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