ESCLUSIVA - Fava: "Napoli, la benzina è finita! Juve brutta ma superiore. Festa dei magazzinieri quando De Sanctis lasciò Udine..."

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ESCLUSIVA - Fava: Napoli, la benzina è finita! Juve brutta ma superiore. Festa dei magazzinieri quando De Sanctis lasciò Udine...

Dal mancato esordio con la maglia del Napoli alla qualificazione storica in Champions League con l'Udinese. Un breve riassunto della carriera di Dino Fava Passaro, un attaccante che è riuscito a realizzare il suo sogno: essere protagonista in Serie A. E' intervenuto in esclusiva ai microfoni di CalcioNapoli24.it.

L'intervista integrale

Mercoledì sera arriva l'Udinese al San Paolo, la squadra di Oddo è reduce da nove sconfitta consecutive, impegnata nella lotta salvezza. Incontra un Napoli non in gran forma. Che partita sarà? "Sarà una partita delicata, il Napoli non potrà permettersi altri passi falsi. L'Udinese è in una situazione difficile perché non riesce a fermare questo trend negativo, anche se per quanto mi riguarda l'Udinese ha una buona squadra, giocatori bravi individualmente".

Come ti spieghi questo calo del Napoli? "Il Napoli ha una rosa molto ristretta rispetto alla Juventus, non c'è paragone. Il Napoli ha un gioco meraviglioso, non sono io a dirlo ma i numeri. Bellissimo vederlo giocare, però purtroppo la benzina è finita. Tanti giocatori in grosse difficoltà ma è normale. Non ho mai visto un giocatore che riesce a tenere altissimo il livello tutto l'anno, tranne se non ci sono cambi al livello dei titolari".

E' l'argomento del giorno: parata di Donnarumma o errore di Milik? "Io penso che Donnarumma nonostante la giovane età sia stato bravo nell'intuito, ha anticipato la parata e gli è andata bene. Milik ha fatto un grandissimo stop, se non la stoppava bene forse era meglio perché doveva calciare subito. Doveva alzare la testa e vedere Donnarumma già steso per andare a parare il tiro e poteva fare gol tranquillamente. Però sono secondi, solo chi si trova in quella situazione può capire quanto è difficile".

Juventus a sei lunghezze dal Napoli, domenica sera ci sarà lo scontro diretto. Fiducioso negli azzurri? "A me la Juve non mi piace tantissimo a livello di gioco, forse solo con il Real Madrid ha giocato benissimo dove doveva per forza giocare per vincere. Per il resto ho visto le altre partite dove la Juve ha dei grandissimi giocatori che risolvono la partita. In questo momento ci sta Douglas Costa che per fermarlo lo devi ammazzare (ride, ndr). Giocatore che fa la differenza, Dybala da un momento all'altro segna su punizione o ti inventa la giocata vincente come con la Lazio. Dal punto di vista del gioco non c'è paragone, il Napoli gioca molto meglio. Purtroppo quello che conta sono i tre punti, gioco o non gioco la Juventus pè sempre prima meritatamente perché è più forte". 

Cresciuto nel settore giovanile del Napoli, non sei mai riuscito a esordire. E' il tuo grande rimpianto? "Giocavo in Primavera, vincemmo la Coppa Italia, arrivammo secondi in campionato e terzi al torneo di Viareggio. Eravamo una squadra fortissima. Il mister Montefusco fu chiamato in prima squadra ad allenare, ci portò in prima squadra e fece esordire tre ragazzi, io non riuscì a esordire. Poi ci fu un periodo in cui stavo a Udine e il Napoli mi richiamò però sinceramente non me la sono sentita di scendere in Serie C1 perché stavo a Udine, stavo giocando, era appena arrivato De Laurentiis con Marino. Riprendere dalla C1 non me la sono sentita, se il Napoli fosse stato in Serie B sarebbe stato diverso, perché sapevo che De Laurentiis insieme a Marino avrebbero fatte grandi cose per riportare il Napoli ai grandi livelli come lo è oggi. Solo che in quel momento ero a Udine, stavo giocando e stavo facendo gol, la squadra era fortissima ed eravamo terzi in classifica e non me la sono sentita di lasciare Udine". 

In Serie A sei esploso con la maglia dell'Udinese nella stagione 2003-2004, segnando ben 14 reti. Avevi il compito di sostituire Roberto Muzzi, grande attaccante, proprio come Milik ha dovuto fare come Higuain... "Un po' di pesantezza ci sta, anche se io quando arrivai a Udine avevo 25 anni, quindi non ci pensavo neanche a tutte queste cose. Pensavo solamente a realizzare il mio sogno, cioè giocare in Serie A. Non pensavo di riuscire a giocare subito, poi Spalletti mi diede subito fiducia. A Udine è un'isola felice, si vive bene e si lavora bene. I tifosi ti lasciano tranquilli, senza pressioni, al giocatore tutto questo fa bene".  

In due anni con l'Udinese sulla panchina c'era Luciano Spalletti, che personaggio è? "Spalletti è un grandissimo allenatore, il più bravo che ho avuto. Lavora molto sul campo, lavora nei minimi dettagli, veramente bravo. Peccato che al'Inter non stia facendo benissimo, nonostante tutto sta portando l'Inter in una fascia che sinceramente non meritava neanche. L'Inter cambia moltissimo, così diventa difficile". 

Hai giocato anche con De Sanctis, ex portiere del Napoli, un vero e proprio trascinatore. "Ancora oggi ci sentiamo, siamo rimasti molto amici. Un ragazzo eccezionale, umilissimo, un professionista eccessivo. Arrivava al campo un'ora prima e se ne andava quando il custode doveva chiudere la struttura, si faceva tutte le cure possibili. Aveva il programma del mangiare e lo ricordava a memoria. Non ho mai conosciuto una persona come lui, ci rimaneva male quando non c'era allenamento. Quando andò via da Udine i magazzinieri festeggiavano perché potevamo chiudere in orario (ride, ndr)".

Nell'estate del 2005 firmasti con il Treviso, stagione che fu caratterizzata dall'ultimo posto e la retrocessione. Hai conosciuto Christian Maggio, bandiera del Napoli. "Accettare Treviso è stato un grande rimpianto, arrivai a campionato già iniziato, tutta una cosa veloce. Situazione particolare dove Treviso non era attrezzato per fare la Serie A visto che noi giocavamo a Padova. Retrocedemmo subito a gennaio, stavamo peggio del Benevento (ride, ndr). Maggio? Ragazzo spettacolare, parlava pochissimo, professionista serio, sempre a disposizione".

Dopo tante presenze tra i professionisti, una carriera ricca di emozioni, non hai voluto lasciare il calcio giocato e ti sei avventurato tra i dilettanti. Sessana, Portici e Savoia, due campionati vinti di Eccellenza e due coppe Italia. "Questa scelta è dovuta alla mia grandissima passione, alla mia voglia ancora di trasmettere. C'è stato un momento in cui sono stato senza calcio per tre mesi ed è stato bruttissimo. Ho avuto questa chiamata da Portici e ho voluto fare questa avventura in Eccellenza dove mi posso divertire senza andare in giro, tenendomi in forma. Sia lo scorso anno che quest'anno a Torre Annunziata mi sono trovato bene con ragazzi spettacolari".

Hai già deciso quando smetterei con il calcio giocato? "Sono tre anni che dico di smettere, quando arriva il momento non riesco a farlo. Vedremo più avanti".

Dopo cosa farai? "Non ho deciso ancora, devo vedere se fare qualcosa a livello di scuola calcio oppure lasciare definitivamente il calcio".

RIPRODUZIONE RISERVATA

di Simone Scala (Twitter: @SimoneScala17)

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